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Black Mirror e il pericolo influencer: quando i social diventano propaganda

Di Giuseppe Vatinno

Facebook, Twitter, Instagram e TikTok: un esercito sterminato di esseri umani ci influenza ormai ogni giorno attraverso micidiali metodi di propaganda

Black Mirror e il pericolo influencer: occorre che la politica presti estrema attenzione a questi fenomeni di massa. Il commento

 

 

C’è una bella serie Tv di qualche anno fa che presenta in tutta la loro pericolosità alcune degenerazioni dell’alta tecnologia, si chiama “Black Mirror” e si trova in una nota piattaforma on – line. Il titolo deriva dal colore che hanno gli schermi neri dei computer e più in generale degli apparati elettronici.

E se ormai la tecnologia informatica è diventata un ausilio non eliminabile della nostra esistenza vi sono, contemporaneamente, anche dei lati inquietanti che devono essere presi in seria considerazione. Ormai tutti sanno cosa sono i “social”, in generale strumenti di comunicazione mondiale che permettono di trasmettere in tempo reale le proprie esperienze a miliardi di persone.

Facebook, Twitter, Instagram, TikTok, per citarne solo alcuni, sono diventati strumenti comuni. Fotografie, immagini, stati d’animo, emozioni finiscono tutti in Rete. Naturalmente il mondo virtuale non è meno pericoloso di quello reale e come in un film di fantascienza vi sono continui scambi tra i due universi e il dark web è una sorta di isola di Tortuga in cui frotte di pirati e bucanieri si danno appuntamento per combinare anche commettere qualsiasi tipo di illegalità: dal traffico della droga a veri e propri assassini su commissione.

Ma, oltre a questi pericoli abbastanza manifesti, ve ne sono altri molto più subdoli, nascosti e pericolosi non tanto per l’incolumità fisica quanto per la democrazia e si tratta dell’utilizzo distorto che si possono fare di tali mezzi per raggiungere i propri scopi personali, siano essi di guadagno che di potere. “Psicologia delle folle” è un libro di Gustave Le Bon, pubblicato nel 1895, che seppure datato, mostra i meccanismi perversi che si instaurano nel rapporto tra singolo e “folla”, cioè la moltitudine.