Milano

Asl Milano, dimezzate dalla Riforma della Sanità

Definitivo via libera in Consiglio regionale alla riforma della governance del sistema sociosanitario lombardo, approvata poco dopo le 22.30 di mercoledì con 46 voti favorevoli e 28 contrari. Si sono espressi a favore Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto; contrari PD, Patto Civico e M5Stelle.

“Nuovi utili da reinvestire in ambito sanitario e un sistema più moderno e aggiornato: il nuovo sistema socio-sanitario ha ora un riferimento normativo utile ad affrontare le sfide di una società che cambia, integrando ancora meglio e più direttamente l’ambito sanitario con il territorio e quindi con i suoi cittadini. La sanità lombarda si avvicina sempre di più alla persona, risponderà meglio alle esigenze dei pazienti e sarà ancora più orientata alla cura del malato e delle cronicità”. Così si è espresso il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, che ha aggiunto: “Questo provvedimento è il risultato di un lavoro enorme di Giunta e Consiglio, al quale hanno concorso costruttivamente tutti i gruppi consiliari. Ha vinto la politica buona, capace di dare vita al confronto, ma anche di trovare la sintesi. Il percorso è stato lungo e non sono mancate le difficoltà, ma è stato anche rispettoso del traguardo fissato di chiudere entro la pausa estiva”.

“Riduzione sensibile dei costi, dimezzamento delle attuali ASL, aumento dei controlli, accesso più facile e veloce a visite ed esami, aumento della prevenzione. Sono solo alcuni degli elementi di novità che questa riforma introduce –spiegano i relatori Fabio Rizzi (Lega Nord) e Angelo Capelli (NCD)-. L'obiettivo è così quello di passare dalla semplice cura  del paziente al "prendersi cura" con continuità del paziente, anche a domicilio, dando vita a una vera e propria rete territoriale diffusa e capillare. Non si tratta –aggiungono Rizzi e Capelli- di una cancellazione della legge precedente, ma di una sua evoluzione per aggiornarla e adeguarla dopo 18 anni alle nuove esigenze della società di oggi. Nel far questo saranno mantenute e ulteriormente valorizzate le esperienze e le specificità professionali ospedaliere”.

La legge prevede l’integrazione delle strutture della sanità con quelle del sociale, sia a livello regionale che territoriale, con l’obiettivo di adeguare il sistema lombardo alle nuove complessità emergenti come l’allungamento dell’aspettativa di vita e l’aumento della cronicità. La riforma votata oggi definisce la nuova governance sociosanitaria lombarda e sarà seguita in autunno da un nuovo provvedimento legislativo, già approdato in Commissione e che interverrà in particolare su prevenzione, salute mentale, malattie rare, veterinaria e rapporti con le Università. Un allegato parte integrante della riforma stessa definisce la strutturazione territoriale delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST).

I PRINCIPALI CONTENUTI DELLA RIFORMA
Le ATS (Agenzie di tutela della salute) avranno funzioni di gestione, programmazione e controllo, oltre che di supervisione sulla continuità delle cure ai malati cronici e gravi. Spetteranno loro l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie, la negoziazione e l’acquisto delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie. Ne vengono istituite 8 che sostituiscono le attuali 15 ASL: nascono pertanto le ATS Insubria (Varese e Como), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo, Brescia, Pavia, Val Padana (Cremona e Mantova), Città Metropolitana (Milano e Lodi) e quella della Montagna (Sondrio, Valtellina e Valcamonica).

La legge istituisce inoltre 27 ASST (Aziende socio sanitarie territoriali): rispetto al documento approvato in Commissione Sanità, vengono aggiunte cinque nuove aziende socio sanitarie territoriali, Niguarda e Gaetano Pini a Milano, Spedali Civili a Brescia, Papa Giovanni XXIII a Bergamo e Crema. Accolto anche un emendamento inizialmente promosso dal Presidente Raffaele Cattaneo e poi condiviso anche da altri esponenti varesini che afferisce l’ospedale di Tradate alla ASST dei Sette Laghi spostandola da quella della Valle Olona (in maggioranza, voto contrario su questo emendamento è stato espresso da Luca Daniel Ferrazzi della Lista Maroni).

Alle ASST spetterà il compito di erogare le prestazioni sanitarie e socio sanitarie: dovranno garantire le prestazioni e le cure territoriali in sinergia con gli ospedali che confluiranno nelle Aziende stesse. Ogni ASST avrà un direttore generale unico, ma al proprio interno sarà suddivisa in due strutture tra loro distinte che avranno gestione e bilanci separati: il Polo ospedaliero affidato a un direttore sanitario e la Rete territoriale affidata a un direttore sociosanitario. La Regione potrà comunque istituire nuove aziende ospedaliere, secondo i requisiti previsti dalla normativa nazionale vigente.

La riforma prevede anche la nascita di una Agenzia di vigilanza e controllo sull’erogazione delle prestazioni e delle cure sanitarie e sociosanitarie, che dovrà agire in collegamento con le singole ATS. L’Agenzia sarà costituita da un direttore nominato dal Presidente della Giunta regionale e da un Comitato di Direzione composto da 3 persone nominate su indicazione della Conferenza dei gruppi regionali di minoranza o estratte a sorte tra 10 nominativi, sempre di indicazione dei gruppi di minoranza.

Nel rispetto della legge Bassanini e delle facoltà in capo al Presidente della Giunta regionale, viene istituito l’Assessorato regionale unico al Welfare che comprende i precedenti assessorati alla Salute e alla Famiglia e Solidarietà sociale: saranno scorporate le deleghe al Volontariato e alle Pari opportunità.

A Milano troverà sede un grande polo pediatrico: il nuovo “Ospedale del Bambino” nasce dall’accorpamento di Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni. Viene infine incentivata, anche attraverso una sostanziale semplificazione procedurale, la prenotazione online di visite ed esami, e viene incrementato di 40 unità il numero delle borse di studio destinate agli specializzandi lombardi. Introdotta anche l'abolizione graduale dei ticket in base al reddito fino a 32mila euro, già recepita in occasione dell’assestamento di bilancio approvato a fine luglio.

LA CONFERENZA STAMPA DI MARONI - Con l'approvazione della riforma della governance del sistema socio-sanitario lombardo si è conclusa la fase uno. Adesso da settembre partira' la "fase due" che terminera' con l'applicazione del "reddito di autonomia". Questo il quadro tracciato dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti anche i due relatori della riforma Fabio Rizzi (Lega Nord) e Angelo Capelli (Ncd). "Questa e' la 'Fase 1 - Sanita'', cui seguira' la 'Fase 2 - il Sociale, di cui ci occuperemo da settembre, perche' dal 1 ottobre vogliamo applicare le nuove disposizioni in materia di reddito di autonomia", ha sottolineato il governatore.

Per Maroni "la riforma va nella direzione giusta per garantire migliori servizi, minori costi e riduzione del carico fiscale per i contribuenti". Il presidente ha poi aggiunto: "Siamo riusciti a convincere le opposizioni a ritirare gli emendamenti e a non fare ostruzionismo, accettando proposte che erano sicuramente migliorative, lo riconosco, nell'interesse dei cittadini: per esempio, il sistema dei controlli esterno e indipendente". Maroni ha poi ricordato la norma che "prevede che entro fine ottobre si possa ritoccare un allegato". Insomma "qualche modifica dei confini si puo' fare" ma "la legge c'e'". E "cio' che conta di piu' e' che sono stati confermati tutti i principi del 'Libro bianco', che contiene il progetto del nuovo welfare lombardo".

Parlando del provvedimento sul reddito di autonomia, invece, il presidente della Regione ha detto: "Quello elaborato dalla Caritas ambrosiana, che preferisco, dice come intervenire in Lombardia per lottare contro la poverta' e per aumentare l'inclusione sociale". L'altro documento "e' stato proposto dall'Anci, dai sindacati e da importanti associazioni di volontariato, oltre che dalla Conferenza delle Regioni, nel febbraio di quest'anno: dice le stesse cose e indica alcune strategie su base nazionale". Infine, "c'e' l'iniziativa del Movimento 5Stelle denominata 'Reddito di cittadinanza'". Maroni ha detto che intende "formulare una proposta organica e specifica per la Lombardia". In sostanza "si tratta di un contributo economico, ma anche di tante altre cose, che finanzieremo utilizzando parte dei 970 milioni di euro del Fondo sociale europeo 2014-2020 e, all'interno del capitolo 'Politiche attive del lavoro', c'e' anche un Asse specifico con 220 milioni di euro per l''inclusione sociale e la lotta alla poverta'". Tra gli elementi proposti per questa riforma, il governatore ha ricordato il 'bonus bebe'.







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