Economia
"Dazi, investitori con il fiato sospeso per l'annuncio di Trump. L'Italia sarà tra i Paesi più colpiti"
Attesa per l'annuncio del tycoon: tassa universale del 20% immediata? Cosa aspettarsi tra promesse di un Trump più “gentile” e le possibili ritorsioni sull’Italia. L'intervista a Saverio Berlinzani (ActivTrades).

Donald Trump
Dazi, oggi l’annuncio delle misure Usa: l'intervista all'analista
È il giorno della liberazione in America. È il giorno in cui il mondo intero scoprirà se i tanto osannati dazi di Trump saranno solo un bluff retorico o un vero game-changer per la bilancia commerciale globale. I mercati sono in subbuglio, gli investitori con il fiato sospeso, e l'Europa si prepara a sferrare il contraccolpo.
L'Italia? Sarà uno dei paesi più colpiti, con tariffe che potrebbero presto diventare la nuova normalità, nonostante le speranze che il tycoon si dimostri più cauto di quanto temuto. Manca poco e il quadro si farà più nitido: nel frattempo, Affaritaliani.it ha approfondito la questione con Saverio Berlinzani, analista di Activtrades.
"I mercati azionari asiatici hanno chiuso in ribasso questa notte e così anche i mercati europei, che hanno aperto in rosso sull’onda delle preoccupazioni legate all’imminente annuncio delle tariffe del presidente Donald Trump", spiega l'esperto. "Le voci di corridoio suggeriscono che Trump starebbe prendendo in considerazione una tariffa universale del 20% sulla maggior parte delle importazioni, sebbene permanga incertezza sulla portata e l'entità delle potenziali imposte. La maggior parte dei settori ha registrato perdite, ma va detto che mentre scriviamo, i listini europei appaiono in recupero, anche se rimangono negativi", osserva.
Ma cosa sta accadendo sui mercati? Un semplice rimbalzo o un segnale di stabilizzazione? "Le ragioni sono legate, probabilmente, a chiusure di posizioni long e prese di beneficio di posizioni di medio termine, ma anche in conseguenza di un quadro tecnico che evidenzia una chiara distribuzione a massimi decrescenti e minimi decrescenti, dei principali indici europei, Dax in testa", aggiunge. Insomma l’incertezza domina, ma "per il momento il panico rimane confinato e non vi sono segnali di ulteriore inasprimento dei ribassi".
"Ma appare altrettanto chiaro che le questioni sul tavolo sono molteplici e non riguardano solamente i dazi, ma anche i dati che influenzano la politica monetaria della Fed e non per ultima la questione geopolitica, ancora irrisolta", sottolinea ulteriormente. Nel frattempo, Trump prova a rassicurare, promettendo una politica commerciale “più gentile”. Ma quali saranno le reali conseguenze per il Made in Italy e per l’economia europea? Secondo Berlinzani, gli effetti potrebbero essere significativi: "Un'eventuale tariffa del 20% sulla maggior parte dei beni non può che generare un rallentamento della congiuntura nei paesi colpiti, che, a meno di un indebolimento del tasso di cambio, che attutirebbe il peso del dazio, non farebbe altro che aumentare del 20% il costo del bene esportato, con ricadute sulla domanda di quei beni che subiscono l’applicazione del dazio stesso".
E per il Belpaese le ripercussioni sarebbero pesanti. "L’Italia è tra questi, ovviamente, con tutto il settore agroalimentare da esportazione che potrebbe risentirne, e non solo. Rammentiamo che l’export italiano verso gli Usa vale circa 78,5 miliardi di euro mentre quello tedesco 163 miliardi di dollari, specie nel settore automotive. Per cui, a meno di non trovare altri sbocchi (Asia), l’export dei due paesi mercantilisti del vecchio continente, ne risentirebbe inevitabilmente. E a poco servirebbe una ritorsione considerato che l’export Usa verso l’Italia vale 32 miliardi di euro e quello verso la Germania 75 miliardi", conclude.
Eppure, negli ultimi giorni, Trump ha cambiato posizione così tante volte che viene da chiedersi: c’è davvero un piano dietro le sue dichiarazioni, o si tratta solo di una strategia per alzare la posta in gioco? L’analista condivide lo scetticismo e spiega: "Noi abbiamo sempre pensato, fin dall’inizio di questa vicenda, che Trump minacciasse l’applicazione delle tariffe avendo in mente un altro obiettivo, che è quello di aggiustare il bilancio dello Stato, in debito per il 122% del Pil, insieme al deficit commerciale che registra un incremento mensile di 140 miliardi. E quindi i dazi avrebbero rappresentato il grimaldello per arrivare al deprezzamento del dollaro, vero obiettivo della sua amministrazione."
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Ma se questa era la strategia, qualcosa potrebbe cambiare. "Per tale ragione abbiamo sempre pensato che poi i dazi sarebbero stati o ridotti o cancellati. Fino ad ora, in effetti, le tariffe applicate sono state poco significative, e vedremo se questa sera verrà confermata questa tendenza oppure no. I dazi creano un aumento dei prezzi e quindi costringono la Fed a tenere i tassi alti, l’esatto contrario di quel che desidera il Presidente. Vedremo se da stasera cambierà strategia."
E mentre Trump si muove tra minacce e possibili retromarce, gli investitori come stanno reagendo? Quali strategie possono adottare di fronte all’incognita dei dazi? Su questo punto, Berlinzani spiega: "Gli investitori rimangono alla finestra, pronti a entrare a mercato o a effettuare rotazioni di portafogli settoriali e geografici. L’applicazione dei dazi potrebbe costringerli a diversificare verso l’Asia, che ha 4,5 miliardi di consumatori e investitori. E le risposte agli Usa e alle minacce del Presidente relative alle tariffe doganali non sono tardate ad arrivare, con Cina, Giappone e Corea del Sud che hanno deciso di opporsi congiuntamente ai dazi statunitensi."
Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri economici globali, e infatti l'analista conclude: "I tre Paesi hanno infatti concordato di aprirsi al libero scambio, con Giappone e Corea che importeranno materie prime per semiconduttori dalla Cina, mentre la Cina acquisterà da Giappone e Corea i chip. Tutti e tre i Paesi hanno concordato di mantenere fluida la catena di approvvigionamento e hanno confermato la nascita di un accordo di libero scambio in risposta alle tariffe più elevate promesse dal Presidente Trump."