Economia
Dazi, per evitare il tracollo Stellantis, Prysmian e Illy pronte a produrre negli Usa
Trump attira gli investitori stranieri: "Benvenuti nell'età dell'oro"

John Elkann

John Elkann

Effetto dazi, diverse aziende starniere (anche italiane) pronte a spostare la produzione negli Usa
Da domani scatteranno i tanto temuti dazi universali imposti da Trump. In attesa di capire quali saranno i settori più colpiti dall'iniziativa degli Stati Uniti, molte aziende internazionali stanno facendo le loro riflessioni, tra queste ci sono anche colossi italiani e il pensiero va a quella frase di Trump: "La rinascita manifatturiera americana è qui. Benvenuti nell'età dell'oro". Tra questi gruppi - in base a quanto risulta a Il Messaggero - c'è anche Stellantis, John Elkann alla cerimonia d'insediamento alla Casa Bianca di Trump ha fatto una promessa al tycoon: gli ha annunciato l'intenzione di investire 5 miliardi nella produzione di vetture negli stabilimenti Usa.
Leggi anche: Dazi universali di Trump, per l'Italia guai seri. Confcooperative: "A rischio 15 mila posti di lavoro"
"L’America - spiega Simone Crolla, consigliere delegato della American Chamber of Commerce in Italy a Il Messaggero - è un mercato molto ambito dagli italiani: qui ci sono almeno 2mila aziende di imprenditori con investimenti diretti intorno ai 40 miliardi di dollari. Con il ritorno dei dazi, chi non è già negli States - e sono già presenti, soltanto per fare qualche nome, colossi come Barilla, Diasorin, Essilux, Ferrero, Leonardo, Menarini o Zegna - deve sbarcare rapidamente". "Da un lato - prosegue Crolla - c’è la spinta di programmi come il Select Usa, che aiutano gli imprenditori ad aprire attività in America, dall’altro c’è la pressione dei dazi di Trump. Ma gli italiani sono contenti di produrre qui, perché l’economia cresce e c’è il più grande mercato consumer al mondo".
Il tema è diventato scottante per Illy, che guarda all'America non solo come mercato dove già esporta il 20 per cento della sua produzione. Cristina Scocchia, ad di Illycaffè, ha spiegato che "se il caffè sarà una delle categorie merceologiche su cui i dazi verranno imposti, è ovvio che noi abbiamo iniziato a valutare la possibilità di produrre anche negli Stati Uniti, ovviamente esclusivamente per il mercato interno". Ma i dazi potrebbero trasformarsi in un'occasione anche per Prysmian, leader mondiale nella produzione, fornitura e progettazione di cavi per telecomunicazioni ed energia.