Economia

Dazi universali di Trump, per l'Italia guai seri. Confcooperative: "A rischio 15 mila posti di lavoro"

Più esposte le piccole e medie imprese. Crollano le Borse europee

di redazione economia

Dazi universali di Trump, gli effetti sull'Italia tra quattro mesi: ecco perché

Donald Trump domani inizierà ufficialmente la sua guerra commerciale universale con conseguenze ancora difficili da prevedere ma che per Paesi come l'Italia che esportano in grandi quantità negli Stati Uniti potrebbero rivelarsi devastanti. La settimana dei dazi inizia con un lunedì nero in Borsa. Nell’attesa di capire quali misure doganali Donald Trump annuncerà domani, gli investitori - riporta Il Corriere della Sera - hanno venduto azioni a piene mani. L’indice Stoxx 600, paniere delle 600 maggiori società quotate europee, ha perso l’1,5%, bruciando 245 miliardi di capitalizzazione. Milano ha chiuso in rosso dell’1,77%, peggior listino del Vecchio Continente davanti a Parigi (-1,58%), Francoforte (-1,33%) e Londra (-0,88%).

Leggi anche: Dazi, lo studio che preoccupa anche i fan di Trump. Goldman Sachs: probabilità di recessione salita al 35%

L’Unione europea, per ora, è rimasta alla finestra. Dopo il via ai dazi su acciaio e alluminio, Bruxelles ha approntato contromisure del valore di 36 miliardi sulle merci americane, senza tuttavia adottarle per mantenere aperta la linea del negoziato. Eventuali nuovi dazi indiscriminati del 20% richiederebbero però una nuova risposta. L’Ue potrebbe allora prendere di mira i servizi americani, anzitutto tecnologici.

Tra i paesi più colpiti dai dazi di Trump potrebbe esserci anche l'Italia. "L’introduzione di dazi sul made in Italy agroalimentare comporterebbe - spiega il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini a Il Corriere della Sera - un immediato aumento dei prezzi sul mercato americano, con una probabile riduzione delle esportazioni tra il 15-30% per prodotti chiave come vino, olio d’oliva, formaggi Dop, pomodoro trasformato e pasta".

"Le conseguenze - prosegue Gardini - sarebbero pesanti per l’intera filiera. Parliamo di una perdita di fatturato per l’intero agroalimentare tra 1,5 e 2 miliardi di euro l’anno. Nell’immediato faremo fatica a misurare le perdite perché da novembre gli importatori hanno aumentato gli acquisti per anticipare i dazi. I veri effetti quindi si vedranno fra 4-5 mesi. Con una contrazione del 10% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, si rischiano di perdere 15 mila posti di lavoro nella cooperazione agroalimentare".

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA