Politica

Salvini: "Manovra chiusa". Tajani: "Non ancora". Caos nel governo

di Redazione

Un vicepremier smentisce l'altro. Governo in alto mare sulla Legge di Bilancio. Mef: Manovra trasmessa alla Presidenza del Consiglio

Iv scrive a Mattarella: il governo viola la Costituzione

 

E' ancora caos nella maggioranza e nel governo sulla Legge di Bilancio. Alle ore 12.45 il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini annuncia: "Tra stanotte e stamattina abbiamo chiuso la legge di bilancio, ho dormito un pochino di meno perchè il momento è complicato". Ma alle 14.11 l'altro vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani lo smentisce su X (ex Twitter): "Non abbiamo ancora chiuso la Legge di Bilancio. Spero lo si possa fare presto". 

E' il segno tangibile che la tensione è ancora alta e che alcuni dettagli della manovra non sono ancora chiusi, almeno per Forza Italia. Un vicepremier che smentisce l'altro nel giro di un'ora e mezza non si era mai visto prima.

Legge di Bilancio, Mef: Manovra trasmessa alla Presidenza del Consiglio -

Il Mef ha inviato il disegno di legge di Bilancio alla Presidenza del Consiglio per consentire la trasmissione al Parlamento, al termine delle operazione tecniche di rito. Il testo presentato è coerente con i principi di responsabilità e serietà annunciati dal governo nel rispetto della tutela delle fasce più deboli e della tenuta dei conti pubblici. La precisazione del Mef non vuol dire che la manovra sia chiusa, Palazzo Chigi potrebbe ancora fare aggiustamenti e correzioni.

Dopo l'approvazione nel Consiglio dei Ministri del 16 ottobre la manovra è stata modificata "non solo formalmente", in particolare con l'eliminazione della norma sui prelievi forzosi dal conto corrente. Dunque serve un nuovo passagio in Cdm. È quanto chiedono i parlamentari di Italia Viva con una lettera al Capo dello Stato Sergio Mattarella in cui denunciano il modo in cui il Governo sta affrontando la stesura della legge di bilancio, "che definire istituzionalmente indecente è riduttivo". Scrivono i parlamentari: "Signor Presidente, abbiamo appreso che il Consiglio dei Ministri si è riunito lo scorso 16 ottobre 2023 e ha approvato il disegno di legge di bilancio. Così almeno ha assicurato la Presidente del Consiglio dei Ministri che ha illustrato alla stampa le linee guida del documento, senza peraltro rispondere alle domande dei giornalisti perché impegnata in un appuntamento internazionale. Noi immaginavamo che il testo fosse stato approvato ma da quello che apprendiamo dalla stampa ci sono ancora delle modifiche in corso, modifiche non formali". In particolare "ieri Fratelli d'Italia ha ufficialmente comunicato che la Presidente Meloni ha eliminato una norma (quella sul prelievo nei conti correnti da parte dell'Agenzia delle Entrate) che era presente nel testo approvato".

Signor Presidente - proseguono i parlamentari di Iv - non abbiamo bisogno di motivare alla Sua qualificata attenzione che siamo fuori da ogni forma di rispetto istituzionale e persino di legalità. Il coordinamento formale che tradizionalmente avviene dopo il Consiglio dei Ministri non può spingersi al punto da cambiare, modificare, eliminare norme che il Consiglio dei Ministri ha già approvato. Qui siamo in presenza di tutt'altra fattispecie: la Presidente ha eliminato sua sponte delle norme che il Consiglio ha approvato. È diritto della Presidente del Consiglio proporre qualsivoglia modifica prima che il testo arrivi alla Sua attenzione, signor Presidente, ma questo deve passare da una nuova formale approvazione del Consiglio dei Ministri". "Non stiamo ponendo una questione formale", precisano i parlamentari di Iv, Il Centro, Renew Europe: "La Presidente Meloni e il Ministro Salvini hanno comunicato che non consentiranno alle proprie formazioni politiche di fare emendamenti e che la manovra deliberata da Palazzo Chigi dovrà pubblicarsi in Gazzetta Ufficiale esattamente come il Governo l'ha scritta. Si tratta di un messaggio grave che intendiamo contestare in Aula in sede di dibattito. A prescindere dall'ulteriore svilimento del Parlamento, che non riesce a fare un'articolata doppia lettura ormai da anni (da quando cioè con il Governo Conte si è affermato un monocameralismo di fatto su cui Ella stessa ha fatto sentire la Sua voce), il punto istituzionale è che abbiamo il diritto di avere un testo che sia approvato dai Ministri in sede formale e non modificato dalla Presidente del Consiglio con un tweet. Rispettiamo almeno le forme, Signor Presidente, perché altrimenti la crisi della democrazia italiana sarà irrecuperabile". Dunque, concludono, "la invitiamo a svolgere le verifiche che Ella riterrà opportune e esercitare il suo alto magistero nel senso di consentire l'invio al Parlamento di un testo formalmente ineccepibile. Ove non vi fosse un nuovo passaggio dal Consiglio dei Ministri a nostro avviso saremmo in presenza di una gravissima violazione costituzionale e parlamentare".