Affari Europei

La guerra di Berlino ai gruppi neonazisti

E' al vaglio della Corte Costituzionale tedesca la richiesta di mettere fuori legge i neonazisti del Partito Nazionale Democratico (Npd), formazione di estrema destra apertamente schierata contro i migranti. L'udienza e' stata aperta a Karlsruhe dal giudice Andreas Vosskuhle con un invito alla cautela: proibire un partito "e' un'arma a doppio taglio che deve essere usata con grande cautela", ha ricordato, "limita la liberta' per preservare la liberta'".

Per mettere al bando un partito, comprese le sue organizzazioni giovanili e femminili, e congelarne i beni, serve la maggioranza di 6 giudici su 8. Il procedimento e' sostenuo dal governo del cancelliere Angela Merkel, sebbene non si sia unito alla richiesta presentata dalla Camera Alta del Parlamento. L'Npd e' stata piu' volte definito dal portavoce della Merkel, Steffen Seibert, come un "partito anti-democratico, xenofobo, antisemita e anticostituzionale".

Proprio questa e' l'accusa che deve essere dimostrato per ottenere il via libera della corte, e cioe' che pone una minaccia concreta all'ordine democratico, ha un comportamento "aggressivo" e crea "un clima di paura", " condividendo caratteristiche essenziali" con il partito nazista. I critici sottolineano pero' che questo procedimento dara' notorieta' e un alone di martirio a una formazione di estrema destra che conta poco piu' di 5mila membri. Il partito, fondato nel 1964 come erede del partito nazista, ha ottenuto solo l'1,3% alle elezioni del 2013, senza mai superare la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento. Rappresentanti invece sono stati eletti a livello locale nella Mecklenburg-Western Pomerania, nell'Est, e in diversi consigli cittadini della regione.