La Cina produce in Messico per aggirare le sanzioni Usa: è allarme
Il 30% dei capitali esteri arrivati in Messico dall0ottobre 2021 è cinese: è la seconda cifra più alta dopo quella americana
La Cina si espande in Messico per aggirare le sanzioni Usa
Nel 2021 gli investitori americani hanno messo più soldi in Messico che in Cina, comprando aziende oppure finanziando progetti. La Cina, malgrado le posizioni ostili della leadership americana, resterà per decenni il luogo principe per la manifattura occidentale, tuttavia il Messico comincia a diventare un territorio intrigante. Dal punto di vista commerciale Messico, Usa e Canada sono parte di un’alleanza. I tre attori condividono molte filiere; tra le maggiormente integrate il settore alimentare, Fast fashion e automobilistico. Circa il 40% delle esportazioni messicane verso gli Stati Uniti consiste in parti e componenti per gli impianti americani di auto e veicoli. Questo accordo tra i tre stati ha un valore significativo anche per la Cina.
Da quando le relazioni Cina-Usa (dall’era Obama-Clinton in poi) hanno cominciato a deteriorarsi, almeno a livello governativo, la leadership cinese, che ha una forte interazione con il tessuto economico nazionale, ha deciso di espandere la sua influenza in Messico. Forte di una leva finanziaria importante, la Cina ha supportato le aziende nazionali che volevano aprire una sede in Messico. Il vantaggio per le aziende del dragone è semplice: producendo in Messico, con capitali e risorse umane cinesi, i prodotti sono “made in Mexico” e possono entrare senza problemi in Usa.
Una backdoor (entrata di servizio) che, ad oggi, gli Usa non sono riusciti a chiudere. Lo stato di Nuevo León per esempio, è una delle aree che si è candidata per diventare la perla cino-messicana. All’ultimo meeting di Davos il nuovo governatore, Samuel García, ha dichiarato che “Nuevo León sta avendo il suo momento geopolitico planetario”. Detto in soldoni dei 7 miliardi finiti nello stato dall’Ottobre 2021 il 30% era cinese, un investimento secondo solo a quello Usa.
Il Messico in passato poteva contare sul petrolio ma oggi l’industria è in declino. È una nazione di produzione con un costo del lavoro mediamente basso, specie se paragonato ai vicini americani. Quando la Cina venne ammessa nel Wto il danno per il Messico fu manifesto: le fabbriche americane invece di continuare a usare il Messico si tuffarono in Cina. Restarono in Messico alcune filiere ma con intensità minori rispetto a prima. Oggi il Messico, stante la guerra commerciale Usa-Cina, rischia di diventare la perfetta entrata di servizio per le aziende cinesi, specialmente quelle manifatturiere come la moda Fast fashion.
Shein, per esempio, colosso della moda Fast fashion, sta aprendo in Messico e altri suoi competitor si stanno posizionando nella stessa area. Ovviamente gli Usa, pur apprezzando i prodotti a basso costo messicani, hanno gentilmente spiegato il loro disappunto: se il Messico dovesse entrare nella famigerata Belt and Road Initiative cinese sarebbe escluso dall’accordo che integra le tre economie americane.
Durante i primi 10 mesi dell’anno scorso il Messico ha esportato 382$ miliardi di prodotti in Usa, un aumento di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo 2021, stante i dati del U.S. census data. La presenza della Cina come principale partner commerciale di alcune regioni latino americane è già realtà: tra il 2002 e il 2019 i volumi di commercio sono esplosi dal 17$ a 315$. Per nazioni come Cile, Brasile la Cina oggi è il primo partner commerciale. Gli americani vogliono spingere per un distacco dalla produzione cinese: Friendshoring e Nearshoring sono un’opportunità che Messico e Cina sembrano voler valorizzare.
Non è tutto oro e diamanti il rapporto Cina-Messico-Usa. Lo sviluppo dell’industria del Fentanyl ha creato un fenomeno tanto perverso quanto tragico che interessa queste tre nazioni. Gli elementi che compongono il composto arrivano dalla Cina al Messico. Li i cartelli della droga li assemblano e li portano illegalmente in Usa, mercato di spaccio. I proventi del traffico sono reinvestiti in Messico in attività legali (oltre a supportare l’ampliamento dell’attività).
Il fenomeno è in continua crescita e gli Usa continuano a lamentare una carenza di investimenti, da parte del governo messicano, per contrastare questi traffici. Dal punto di vista americano il Messico dovrebbe aumentare gli investimenti in armamenti avanzati e formazione della sua polizia ed esercito; la leadership messicana invece sta investendo in economia reale e stato sociale.
La crescente ostilità della leadership politica americana verso l’espansione economica cinese è probabile che spingerà l’Occidente, a sua volta spinto dagli Usa, a cercare di riportare in territori amici le produzioni strategiche. Resta da comprendere quanto il Messico, sempre più interessato agli investimenti cinesi, resterà amico fedele degli Usa.