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Femminicidi: Sara, Ilaria e le altre 11 vittime. Matone (Lega): “Donne autonome uccise da uomini bestiali”
Già magistrato e ora deputata della Lega, parla Simonetta Matone: “Questi uomini bestiali vivono l'abbandono come una sconfitta"

Femminicidi: Sara, Ursula e le altre 11. Simonetta Matone: “Donne evolute uccise da uomini bestiali”
Sara Campanella a Messina, Ilaria Sula a Roma: a poca distanza l'uno dall'altro, due delitti con identica matrice: uccise da due giovani che vivevano due relazioni tossiche. E la sequenza di femminicidi è inarrestabile: 11 dall'inizio del 2025: tutte donne strangolate o accoltellate. Ad affaritaliani.it parla Simonetta Matone, deputata della Lega, e oltre 40 anni di attività in magistratura.
Dottoressa Matone, gli uomini sono impazziti? Le famiglie stanno esplodendo? Per la sua esperienza di magistrato cosa accade nella nostra società?
“Sta accadendo questo: gli uomini non riescono a stare al passo con l'autonomia delle donne, la capacità di autodeterminarsi e la capacità di decidere se stare o non stare con un uomo. Questo fa sì che scattino meccanismi bestiali, per i quali non essendo possibile un dialogo – non sono questi maschi soggetti che dialogano - vivono l'abbandono come sconfitta personale. Poi, non essendo capaci di riflettere e anche di amare, decidono di eliminare la partner”.
Pensa che gli aumenti di pena da un terzo a due terzi previsti dalla nuova legge siano un deterrente?
"Potrebbero esserlo, sono favorevole agli aumenti di pena ma in momenti nei quali questi costituiscano un deterrente relativo. Nel momento in cui agiscono, questi soggetti hanno una sorta di delirio di onnipotenza, convinti di star esercitando un diritto"
Si parla di delirio, di raptus. Magari al processo spunterà l'infermità mentale.. E' già accaduto...
“Incapaci di intendere e di volere? No, bisogna fare attenzione a non creare un vulnus nell'assetto normativo, questa cosa va maneggiata con cura. In 40 anni di magistratura di errori giudiziari e di perizie ne ho viste tante ma non c'è mai stato un uso disinvolto. E poi il raptus omicida è sempre preceduto da condotte gravissime. Questi uomini sono soggetti che non sono sono riusciti a riposizionarsi nella società”.