Economia
Crack Credit Suisse: torna la vocazione all’intrallazzo delle banche svizzere

La lunga serie di “intrallazzi” che hanno origini antiche nulla hanno insegnato alle Autorità di controllo svizzere...
Credit Suisse, il management e il controllo
Tanto tuonò che piovve. Il Credit Suisse, seconda banca per importanza della Svizzera, è sulla via del declino. Il problema è uno solo: la gestione. La lunga serie di “intrallazzi” che hanno origini antiche nulla hanno insegnato alle Autorità di controllo svizzere. Basta tornare indietro di soli 50 anni e troviamo: lo scandalo di Chiasso (1977), i Junk Bond (1988), la crisi finanziaria russa (1998), bolla dot-com (2002), la crisi dei subprime, CDO, CDS ecc. (2008), senza contare il riciclaggio e tutte le multe comminate (leggi anche SEC) per avere glissato le normative del mercato azionario e non solo, poi lo spionaggio e tante altre “piccole” mancanze che sono costate miliardi di franchi svizzeri in multe.
Dulcis in fundo gli arabi, soci al 9,88% con la Saudi National Bank, con il 5,03% della Qatar Holding e il 4,93% della Olayan Group hanno dichiarato che non voglio partecipare ad un ulteriore aumento di capitale al quale hanno aderito già nel dicembre 2022 per un importo complessivo di 4 miliardi f.s. Su perdite per 7 miliardi di f.s. Da anni ci sforziamo di chiedere una polizza sugli tutti amministratori delle banche (che possono essere incapaci o infedeli) i quali, generalmente, soffrono di onnipotenza e lungimiranza finanziaria, per poi imbarcarsi in acque avventurose come i Panama papers o il riciclaggio di denaro e molto altro ancora. Osservando religiosamente il principio: “facciamo soldi e in fretta”.
Comunque gli elvetici non sono soli in questo campo. Ci si può stupire ancora di fronte a richieste di “aiuto” perché ormai si ritrovano in un cul de sac? È possibile stupirsi per gli organi interni, l'audit bancario e tutte le Autorità di controllo? E poi, naturalmente, senza dimenticare il management ed i consigli di amministrazione non solo della capogruppo, ma di tutte le aziende satelliti con il loro lassez-faire sono da considerarsi buoni amministratori per la clientela? Forse la banca sarà assorbita dalla UBS o forse qualche altra istituzione potrebbe fare un'offerta migliore, quello che importa è che i clienti della banca siano tutelati e, a tal proposito, vorrei ricordare che in Svizzera fortunatamente non c'è il BAL-IN, tanto caro all'Europa. Ora chiudo con il motto del Credit Suisse: IT'S TIME FOR AN EXPERT - E' IL MOMENTO DI UN ESPERTO, la domanda è: si riferivano alla clientela o a loro?