Economia

Dazi di Trump, Orsini: "A guadagnarci sarà solo la Cina, impatto imponente per le nostre aziende"

Il presidente di Confindustria lancia l'allarme ma avvisa: niente reazioni di pancia, sarebbero controproducenti

di redazione economia

Dazi di Trump, Orsini: "Ecco le tre cose da fare subito a livello europeo"

Il giorno tanto temuto è arrivato, oggi Donald Trump annuncerà i nuovi dazi che si prevedono universali e che colpiranno diversi settori strategici, si parla di tassi al 20% ma non c'è la certezza sulle mosse del presidente americano. Secondo i media degli Usa, nelle ultime settimane, l’amministrazione Trump ha preso in considerazione diverse strategie. Una delle ipotesi è appunto quella che venga introdotta una tariffa fissa del 20% su tutte le importazioni, che secondo le stime dei consulenti della Casa Bianca - riporta Il Corriere della Sera - potrebbe consentire al governo americano di assicurarsi più di 6 trilioni di dollari di entrate aggiuntive. Se l’ipotesi fosse confermata, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti schizzerebbe al 7,3%, il Pil calerebbe dell’1,7% e l’intera economia mondiale rischierebbe la recessione, secondo Moody’s.

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"Bisognerà valutare con molta attenzione i dazi che Trump annuncerà. Per l’Italia - spiega il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini a La Stampa - il rischio c’è, e il nostro Centro Studi sta quantificando l’impatto che sarà imponente visto che l’Italia sul fronte dell’export deve la sua crescita a doppia cifra nel post Covid in gran parte all’aumento della nostra quota negli Usa. Nel 2024 siamo arrivati a quota 65 miliardi generando un surplus commerciale di 42".

"I settori oggi più esposti - prosegue Orsini - sono proprio quelli che hanno esportato di più: il farmaceutico, l’alimentare e quello delle macchine per la produzione oltre al tessile-moda. L’Europa ha due imperativi categorici: dialogare con tutti, a cominciare dalla nuova amministrazione americana, ed evitare reazioni di pancia che sono controproducenti. Se l’Europa alimentasse lo scontro con gli Usa, ne beneficerebbe solo la Cina".

"Quindi - conclude Orsini a La Stampa - le cose da fare subito sono tre: accelerare il taglio dei tassi da parte della Bce perché deprezzerebbe l’euro attutendo l’effetto dei dazi americani. Poi occorre definire nuovi accordi commerciali con Messico, India, Giappone, Thailandia, Vietnam come scudo alla guerra delle tariffe e poi bisogna dare piena operatività al trattato con il Mercorsur sudamericano. Infine occorre migliorare il mercato unico europeo per facilitare e accrescere gli scambi intra-Ue. Giorgia Meloni? Chiunque ha buoni rapporti con Trump deve attivarsi per il bene comune. Ma la Ue resti unita".

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