Economia
Private equity, raccolti 960 mln nel I° semestre 2020 (+121%)
Private equity, primo semestre 2020: raccolta più che raddoppiata a 960 milioni (+121%)
- Investimenti: ammontare, -25%, a 1,9 miliardi: numero di operazioni: -25%, a quota 125
- Focus segmenti: l’early stage segna il maggior numero di deal, 80; segue il buyout con 23 operazioni e l’expansion con 14
- Disinvestimenti: -55% a 395 milioni di euro; numero di exit -55%, a 30
Sono stati presentati oggi i dati sul mercato italiano del private equity e venture capital del primo semestre 2020; i risultati dell’analisi condotta da AIFI, in collaborazione con PwC Deals mostrano che la prima parte dell’anno ha registrato una raccolta complessiva (sul mercato e captive, cioè proveniente dalla casa madre) pari a 960 milioni di euro, in aumento del 121% rispetto al primo semestre del 2019. Gli operatori che hanno effettuato un closing nel periodo sono stati 14. Le fonti principali della raccolta sono state: assicurazioni, 43%, fondi pensione e casse di previdenza, 18%, e settore pubblico e fondi istituzionali, 16%. A livello geografico, il 94% dei capitali è provenuto da investitori domestici, mentre con riferimento al target di investimento, si prevede di investire il 40% dei capitali in infrastrutture.
“Il primo semestre dell’anno, colpito dall’emergenza Covid-19, non ha inficiato l’attività dei fondi di private equity che segna crescite importanti nella raccolta e un rallentamento negli investimenti dovuto allo slittamento di alcune operazioni”, afferma Innocenzo Cipolletta Presidente AIFI. “Il closing di tali deal importanti sono stati realizzati subito dopo l’estate quindi ci aspettiamo una chiusura d’anno all’insegna della positività”.
L’ammontare investito è stato pari a 1,9 miliardi di euro, in calo del 25% rispetto ai 2,5 miliardi del primo semestre 2019, mentre il numero di operazioni si è attestato a 125, anch’esso in diminuzione del 25%. Nel dettaglio, il segmento dell’early stage (investimenti in imprese nella prima fase di ciclo di vita, seed, startup, later stage) è diminuito del 31% in ammontare (71 milioni di euro) e aumentato dell’11% per numero di operazioni, 80. Il buyout (acquisizioni di quote di maggioranza o totalitarie) ha registrato un aumento del 2% per ammontare, 1,6 miliardi, grazie anche al contributo di 2 operazioni di dimensioni significative, e una diminuzione del 61% per numero, pari a 23. L’expansion (investimenti di minoranza in aumento di capitale finalizzati alla crescita dell’azienda) ha attratto 31 milioni di euro, -89%, mentre il numero di operazioni è diminuito del 33% a 14. Per quanto riguarda le infrastrutture, gli investimenti sono stati pari a 177 milioni di euro, -57% rispetto al primo semestre 2019, distribuite su 7 operazioni.