Economia
Salone del Mobile 2025, Milano capitale del design: i numeri del mercato italiano
Dall’8 al 13 aprile 2025 la design week milanese torna protagonista: il Salone del Mobile.Milano aprirà a Rho Fiera con oltre 2.000 espositori provenienti da 37 Paesi

Salone del Mobile 2025: i numeri del settore
La 63ª edizione della fiera internazionale dell’arredo apre l’8 aprile a Milano con il tutto esaurito. Mentre il Salone lancia nuovi trend e ospita migliaia di espositori da tutto il mondo, il mercato italiano dei mobili chiude il 2024 in lieve calo ma mostra segnali di resilienza: export vicino ai 20 miliardi di euro e leadership confermata nei mercati globali.
Dall’8 al 13 aprile 2025 la design week milanese torna protagonista: il Salone del Mobile.Milano aprirà a Rho Fiera con oltre 2.000 espositori provenienti da 37 Paesi, confermandosi evento leader globale nel settore dell’arredo. L’intera area espositiva – 169.000 m² – risulta sold out, con 148 aziende presenti per la prima volta in fiera. Segno di un richiamo internazionale intatto, dopo oltre sessant’anni di storia, la manifestazione continua a catalizzare operatori da tutto il mondo. La presidente del Salone, Maria Porro, ricorda infatti che l’edizione 2024 si è chiusa con “numeri record: oltre 370.000 operatori da 146 Paesi”. Anche per il 2025 le aspettative sono alte: Milan per una settimana diventa capitale mondiale del design, con centinaia di eventi in città e una fiera che funge da hub di incontri e affari nel nome del Made in Italy.
I numeri del mercato del mobile italiano nel 2024
Parallelamente all’attesa per la kermesse milanese, arrivano i dati aggiornati sullo stato di salute dell’industria del mobile in Italia. Il 2024 si è chiuso con un fatturato alla produzione di 51,6 miliardi di euro, in flessione del 3,1% rispetto all’anno precedente. Il dato – elaborato dal Centro Studi FederlegnoArredo su fonti Istat – segna una normalizzazione dopo il forte rimbalzo post-pandemia, e resta poco sotto ai livelli record del 2022.
A pesare è soprattutto il rallentamento della domanda interna: le vendite in Italia (oltre il 60% del totale) hanno raggiunto 32,2 miliardi, in calo del 3,5% sul 2023. Tale flessione è dovuta in buona parte alla riduzione dei bonus fiscali per l’arredamento che avevano sostenuto il mercato negli anni precedenti. Sul fronte estero, invece, il settore mostra maggiore tenuta: l’export – che vale circa il 38% del fatturato complessivo – ha totalizzato 19,4 miliardi di euro nel 2024, registrando solo un -2,3% rispetto al 2023. Il saldo commerciale rimane ampiamente positivo, sfiorando gli 8 miliardi di euro di surplus, a conferma della competitività internazionale del nostro design.
Se si considera il solo macrosistema arredamento (mobili, illuminazione e complementi), il fatturato 2024 risulta circa 27,5 miliardi di euro, in calo contenuto (-2,5% sul 2023). All’interno di questo aggregato, le esportazioni di mobili e luci flettono appena del 2,1% (14,3 miliardi), mentre le vendite sul mercato italiano calano del 2,8% (13,1 miliardi). Segnali di resilienza quindi, grazie soprattutto alla spinta estera: “Una flessione del 3% è da ritenersi comunque contenuta dato il contesto attuale... la filiera nel suo complesso ha saputo navigare meglio di altri, anche in acque molto tempestose”, commenta Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. .
Lo scenario in cui si muovono le aziende italiane del mobile è caratterizzato da andamenti differenti a seconda dei mercati. In Europa occidentale, dopo il boom del 2021, il 2024 ha visto una domanda più debole: ad esempio le importazioni di mobili nei principali Paesi UE non hanno ancora mostrato una decisa ripresa, complice l’incertezza economica nonostante l’inflazione in calo. I tradizionali partner commerciali dell’Italia hanno registrato cali: Francia (primo mercato estero) -3,3%, Germania -6%, Regno Unito -6,4%, secondo i dati di export della filiera legno-arredo.
Al contrario, alcuni mercati extraeuropei hanno continuato a trainare le vendite: gli Stati Uniti, seconda destinazione dell’export italiano, si sono distinti per una crescita di circa +1,5% nel 2024, consolidando un valore superiore ai 2 miliardi di euro. Ancora più dinamica l’area del Medio Oriente: le esportazioni italiane verso gli Emirati Arabi Uniti sono salite di oltre +21% (aggiungendo 67 milioni di euro rispetto all’anno precedente, per un totale di 376 milioni), mentre quelle verso l’Arabia Saudita hanno segnato un +25,9% (circa 230 milioni di valore). Anche mercati emergenti dell’Asia mostrano potenziale: l’India e il Brasile, pur rappresentando volumi ancora piccoli per il nostro export, stanno crescendo e sono “da tenere nel radar” secondo gli analisti di settore.