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Ucraina, Meloni con i volenterosi: obiettivo rafforzare le basi rumene (senza far arrabbiare Putin)

Linea morbida con gli Usa e utilizzo dei soldati Nato, ecco su che cosa spingerà la premier italiana

di Redazione Esteri

Ucraina, il vertice dei "volentorosi" a rischio flop. L'equilibrio tra aiuti all'Ucraina e intesa di ferro Trump-Putin

Il vertice dei "volenterosi" che si terrà oggi a Parigi e vedrà al tavolo dell'Eliseo 31 Paesi, compresa l'Italia rappresentata dalla premier Giorgia Meloni, si preannuncia già come un mezzo flop, si tratta di un tentativo di mettere d'accordo tutti sulla linea da tenere in Ucraina, ma già i Paesi vanno ognuno per conto proprio in più bisogna fare in modo che le decisioni prese non irritino Trump da una parte e Putin dall'altra. Ancora una volta, sarà Meloni la leader europea più vicina alle posizioni di Washington. O, almeno, la meno distante.

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Ecco perché - riporta La Repubblica - Meloni, presentandosi stamani a Parigi continuerà a insistere su un punto: serve una missione internazionale di pace – possibilmente sotto le bandiere dell’Onu – per spingere l’Italia a spedire propri uomini a vigilare sulla fine delle ostilità in Ucraina. È una posizione tattica, perché è ovvio che neanche Parigi e Londra possono sfidare Mosca mandando soldati senza il consenso del Cremlino.

Il piano - prosegue La Repubblica - sarebbe quello di rafforzare lo schieramento dei partner Ue dell’Alleanza nelle basi in Romania. E sempre da quel Paese i missili americani a lunga gittata potrebbero fungere da deterrente verso Putin. Se ne discute in queste ore. E Meloni non è ostile. Lo è anche per una ragione pragmatica: difficilmente sarà possibile strappare dagli Usa "garanzie di sicurezza" migliori, che pure invoca chiedendo unità "transatlantica". È una possibilità che gli americani avevano già lasciato intendere, informalmente, durante il vertice sulla sicurezza di Monaco. Un minimo obiettivo da raggiungere per recuperare terreno, al momento l'Europa è stata esclusa dai negoziati sulla tregua in Ucraina e perdere ulteriore potere sarebbe un segnale di debolezza troppo evidente per due osservatori attenti: Trump e Putin.

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