Politica

Ucraina e l'invio di truppe a Kiev, dall'Italia massimo 8mila soldati tra Esercito, Marina Militare e Aviazione. Il piano

Ipotesi missione dopo Pasqua. Dall'Ue 40-50mila unità

Di Alberto Maggi

La Francia sarà il Paese dell'Unione europea che fornirà più militari

Ottomila uomini al massimo. È questo il numero che l'Italia - secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti ai massimi livelli - potrà mettere in campo nell'eventuale, probabile, forza internazionale, guidata dalle Nazioni Unite, di peacekeeping in Ucraina una volta raggiunto il cessate il fuoco.

I tempi sono ovviamente solo ipotizzabili, ma se i colloqui tra Donald Trump e Vladimir Putin dovessero proseguire bene, con anche l'accordo sulle cosiddette terre rare e nuove elezioni in Ucraina, la missione Onu potrebbe cominciare subito dopo Pasqua, tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Una forza di interposizione per controllare le zone cuscinetto tra le due nazioni che da tre sono in guerra, una missione simile a quella Unifil in Libano.

L'Italia, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, potrà mettere a disposizione il reparto Folgore dell'Esercito, la COMSUBIN della Marina Militare (Comando Raggruppamento Subacquei e Incursori "Teseo Tesei") e la San Marco e, infine, per quanto riguarda l'aviazione i Falchi, che però sono numericamente pochi (nemmeno un battaglione).

Politicamente c'è il no della Lega, ma Giorgia Meloni, sostenuta anche da Forza Italia e dal vicepremier Antonio Tajani, titolare della Farnesina, non vuole certo chiamarsi fuori dalla partita, sia per giocare un ruolo di primo piano in Europa ma anche per tenere gli ottimi rapporti con il presidente degli Stati Uniti che ha avallato la presenza di truppe europee in Ucraina. Non solo, anche il Pd è favorevole all'invio di soldati, oltre ai centristi di Calenda e Renzi, ovviamente sotto la guida dell'Onu. Contrari all'opposizioni solo i 5 Stelle, riformando così l'asse giallo-verde con la Lega.

Per quanto riguarda il resto dell'Ue, la fetta principale di soldati da inviare arriverà certamente dalla Francia: le fonti parlano di circa 15-16mila unità considerando che i transalpini hanno anche la Legione Straniera oltre ai reparti speciali dell'Esercito. La Germania, invece, non è messa benissimo. Anzi, peggio di noi per certi versi e potrebbe arrivare a fornire circa 6mila militari.

Complessivamente, spiegano sempre le fonti accreditate, dall'Unione europea - considerando tutti i Paesi e quindi anche la Spagna e le nazioni dell'Est - potrebbero partire per l'Ucraina come forza di peacekeeping circa 40-50mila militari. Ai quali andrebbero sommati i circa 15mila, come la Francia, del Regno Unito, che però non è più nell'Unione europea. Fin qui il Vecchio Continente, poi si cercherà anche la partecipazione di altri Stati come l'India, il Brasile, il Sud Africa e forse anche l'Australia, la Nuova Zelanda e alcuni Paesi del Golfo Persico.

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