Politica
Nuovo Def, disco verde in Commissione Bilancio alla risoluzione di maggioranza. Azione si astiene
Voto contrario delle opposizioni, che avevano presentato un emendamento - poi bocciato - per chiedere tra l'altro l'inserimento di una programmazione su tre ann

Giancarlo Giorgetti
Ok alla risoluzione di maggioranza sul nuovo Def, Azione si astiene
Disco verde in commissione Bilancio alla Camera alla risoluzione di maggioranza sul nuovo Def. La risoluzione è stata approvata con i voti della maggioranza e l'astensione di Azione. Voto contrario delle opposizioni, che avevano presentato un emendamento - poi bocciato - per chiedere tra l'altro l'inserimento di una programmazione su tre anni. La risoluzione impegna il governo a fornire nel nuovo Def, atteso alle Camere entro il 10 aprile, i progressi sul Psb e le "previsioni tendenziali a legislazione vigente, riferite all'orizzonte 2025-2027, del quadro macroeconomico, dei flussi di entrata e di uscita del conto economico delle amministrazioni pubbliche e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche, articolate per sottosettori, e le medesime informazioni relative all'anno 2028".
Le reazioni delle opposizioni
"Non riescono a spiegare il perché: abbiamo sempre fatto la previsione triennale, e loro dicono tanto a ottobre la facciamo di nuovo triennale. Allora perché una cosa che si faceva prima, si farà domani, non si poteva fare oggi?", si chiede Marattin. "Forse c'è qualcosa sul 2028 che non vogliono farci vedere adesso, è l'unica spiegazione", prosegue il deputato del Partito Liberaldemocratico, ricordando che il 2028 è l'anno in cui si farà la rendicontazione sul Pnrr. L'altro nodo, aggiunge, "sono le politiche invariate: l'Europa dice che le previsioni si fanno a legislazione vigente e a politiche invariate".
"La contabilità è un bene pubblico, le regole di finanza pubblica non vanno trattate con un braccio di ferro", ha detto ancora Marattin. "Loro ci dicono tanto le informazioni sull'ultimo anno ve le diamo comunque a parte. Noi diciamo datecele con lo stesso livello delle altre. Sulle politiche invariate loro dicono che tanto quest'anno sono uguali a quelle a legislazione vigente: allora datecele e scrivere che non sono cambiate", spiega Guerra. "L'anno scorso - aggiunge - hanno già fatto un Def contra legem e questo indica che la differenza di visione è sostanziale, non è un incidente di percorso o una deroga temporanea: già l'anno scorso il Def è arrivato monco di alcune parti importanti tra cui tutta la parte di programmazione". "I grandi indirizzi politici su scelte fondamentali devono esserci perché devono essere oggetto di valutazione e proposta da parte del Parlamento", aggiunge.