Palazzi & potere
Mattarella, il retroscena-bomba su Salvini e Cesare Battisti
Mattarella avrebbe preferito maggiore sobrietà da parte degli esponenti di Governo
Al Quirinale la parola che per indole, inclinazione personale e agire istituzionale va da sempre di moda è "sobrietà", "understatement", senso della delle istituzioni. Per questo dalle parti del Colle non potevano certo gradire lo show mediatico messo in piedi, con relativa "competition" tra leghisti e grillini, per l'arrivo di Cesare Battisti in Italia, informa Dagospia in un dettagliatissimo retroscena.
Una platea stracolma di autorità manco fosse una finale di Champions con tanto di tavolo al centro della pista di atterraggio per le dichiarazioni alla stampa. Giornalisti invitati in massa (stampa italiana ed estera) per l'arrivo del Falcon 900 dell'Aeronautica militare; una roba a rete unificate mai vista prima tra web e tv pubbliche e private.
"Sarebbe bastata la conferenza stampa a tre fatta nel pomeriggio a Palazzo Chigi" fa notare chi ha avuto modo di sondare gli umori del Quirinale in queste ore. "Non è così che si dimostra la forza di uno Stato, la sua capacità di tutelare la sicurezza dei cittadini" ricordano dal Colle, sbalorditi da come i due partiti al Governo del Paese abbiano suonato la grancassa per l'arrivo di Cesare Battisti in Italia con il rischio potenziale di farne un futuro martire, una sorta di eroe popolare.
"Nessun partito può intestarsi il merito dell'arrivo di Cesare Battisti in Italia perché è un successo di tutte le istituzioni, non solo della politica", si fa notare, così come, continua ancora Dagospia, si ricorda in queste ore concitate il discorso dell'ultimo dell'anno dove il Capo dello Stato disse senza mezzi termini che la divisa dei carabinieri così "come quella di tutte le forze dell'ordine e dei vigili del fuoco, è il simbolo di istituzioni al servizio della comunità. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perché appartiene a tutti i cittadini". A tutti, non solo a qualcuno. Un chiaro riferimento a chi, anche nelle ore dell'arrivo in Italia di Battisti, indossava la divisa della Polizia di Stato (mentre Bonafede, Ministro della Giustizia, si faceva fotografare sorridente con quella della "penitenziaria").