Palazzi & potere

Stati Uniti: ecco chi è il "pupillo" italiano di Joe Biden

Stati Uniti: ecco chi è il "pupillo" italiano di Joe Biden

Il segretario del Pd Zingaretti è sempre molto attento alle proprie mosse, evitando di far accendere i riflettori sulle sue azioni. Ma la diplomazia del Nazareno, rivela in un informatissimo retroscena Italia Oggi, è già al lavoro per organizzare il viaggio del segretario al giuramento ufficiale del democratico Biden il prossimo 20 gennaio a Washington. Già durante lo spoglio dei voti, ufficiali di collegamento di Zingaretti erano in stretto contatto con il comitato elettorale del prossimo presidente degli Stati Uniti. Per questo il Nazareno è restato fermo nelle dichiarazioni ufficiali nei primi quattro giorni. Solo venerdì pomeriggio, quando è arrivato il via libera dagli Stati Uniti, Zingaretti (che ha già buoni rapporti con Bill e Hillary Clinton, Nancy Pelosi ed il sindaco di New York Bill De Blasio) ha twittato sulla vittoria di Biden e ha inviato una lettera ufficiale del Pd direttamente al nuovo Presidente. In realtà però il vero pupillo degli americani, o meglio, della nascitura amministrazione Biden non sarà ne Zingaretti ne Conte bensì l'attuale ministro della Difesa Guerini, da qualche tempo il prediletto anche dell'ormai (quasi) passata amministrazione Trump. Insomma, tra i due litiganti il terzo gode. È proprio il caso di dirlo. L'ex numero due di Matteo Renzi piace per la sua capacità di mediazione, per la sua poca ricerca di visibilità e per la sua concretezza: "È un grande mediatore ma quando c'è da decidere non si tira mai indietro" spiega chi lo conosce bene. Insomma, una garanzia per chi ha come stella polare l'atlantismo e la fedeltà atlantica. Negli Stati Uniti lo conoscono bene: "Dobbiamo a lui il riposizionamento geopolitico dell'Italia dopo gli innamoramenti filorussi e filocinesi del Conte Uno dovuti a sovranisti e grillini". “Dialoghiamo con tutti, ma i pilastri della nostra sicurezza sono Nato e Unione europea”, spiegò in un’intervista il ministro della Difesa. “Nella fase dell’emergenza sanitaria, la comunità internazionale ha aiutato l’Italia. L’ha fatto l’Europa, gli Stati Uniti, e altri paesi tra cui Cina e Russia. Questa circostanza, però, non modifica minimamente il nostro tradizionale quadro di riferimento internazionale. Siamo grati a tutti per gli aiuti, ma non c’entrano con i pilastri della nostra collocazione, che non cambiano”. Ecco perché Guerini piaceva molto a Trump e piace moltissimo a Biden. Proprio per questo, nella corsa al Quirinale in molti ora si stanno affrettando ad aggiungere anche il nome del Ministro della Difesa. Guerini si muove a fari spenti, non si perde una cerimonia ufficiale, nessuna polemica né a destra né a sinistra, buoni rapporti con tutti, anche con la Confindustria di Bonomi. E poi il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti. Potrebbe essere proprio lui a spuntare all'ultimo momento e arrivare al Colle.