Politica
"Se Trump porta la pace in Ucraina è la fine...". E la sinistra va nel panico
La telefonata tra la Casa Bianca ed il Cremlino fa scattare l'allarme tra politici ed opinionisti

La telefonata Trump-Putin sull'Ucraina è riuscita a mandare di traverso la giornata festiva di tante persone. Quelle che fanno da anni della "Lotta al Tycoon" una ragione di vita (politica). Tutta gente che ruota nel mondo della sinistra, siano essi parlamentari, giornalisti, opinionisti. Personaggi più o meno noti che non hanno mai fatto mistero del loro essere contro il Presidente degli Stati Uniti cercando di evidenziare in ogni occasione errori, difetti, problematiche che siano legate alla politica della Casa Bianca o ad un semplice post social. Tutto va bene pur di criticare Trump.
Sto parlando di personaggi di spicco dei palazzi della politica che già avevano vissuto male il primo mandato del biondo Presidente Usa e che oggi si trovano a vivere peggio il suo secondo quadriennio a capo della più grande potenza occidentale del mondo. Così tristi, preoccupati ed un po' rosiconi da aver più volte pronunciato la peggiore delle accuse verso il tycoon: "A confronto Berlusconi era davvero uno statista...".
Con queste premesse capite bene come aver letto dalle agenzie o dai siti il fatto che Trump e Putin si siano parlati al telefono e non per farsi due risate, ma per cercare davvero una possibile soluzione per mettere fine alla guerra in Ucraina, abbia fatto scattare l'allarme.
"Prova a pensare se davvero Trump riesce a mettere d'accordo Putin e Zelensky... Pensa alla faccia dei democratici americani e di tutto il mondo... Trump, il vero pacifista. Trump che riesce dove Biden e la Von der Leyen hanno sempre fallito..." ci ha confidato un mese fa un noto esponente della maggioranza, alla vigilia dell'insediamento del Tycoon, davanti alle prime dichiarazione della Casa Bianca sul desiderio di trovare l'accordo. E che, dietro le dichiarazioni senza filtri del Presidente Usa ci sia sempre una mezza verità, ecco arrivate nelle ultime due settimane le inattese aperture al dialogo anche da Kiev, fino a dicembre ferma sul muro contro muro con il Cremlino.
Insomma, quella pace che sembrava impossibile oggi sono in molti a scommettere essere molto più vicina. Ed avrebbe un vincitore unico: Donald Trump. "Ma tu pensa se ci riesce davvero - confidava a cena un noto giornalista di "sinistra" - per noi è la fine. Quello è un jolly che copre qualsiasi altra sua schifezza... e sarebbe inarrestabile. E con lui tutta la destra europea, compresa la nostra...". Un altro parlamentare invece alla bouvette andava ne giorni scorsi ancora più in profondità... "prova a pensare se questo arriva e mette a posto la questione Ucraina e Gaza. Noi con cosa facciamo opposizione? Non possiamo attaccare lui, non possiamo attaccare il governo sulle armi a Kiev, non possiamo nemmeno fare manifestazioni di piazza pro-Pal... Che facciamo???"
Sia chiaro: tutti, anche il più critico dei critici verso il miliardario americano vuole e spera nella fine della guerra in Ucraina per le vite umane salvate, per questioni economiche globali, per un mondo che sarebbe con un conflitto in meno e quindi migliore. Ma la sconfitta politica, nella politica di oggi che è sempre più tifoseria (anche a rischio di perdere qualsiasi tipo di lucidità) sarebbe pesantissima da digerire: "Già ci tocca una legislatura intera di Giorgia Meloni, se poi ci aggiungiamo anche il trionfo di Trump..." riassume sconsolata una parlamentare Pd.
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