Pillole d'Europa
EUSJA E GIORNALISMO SCIENTIFICO, FISCO E CASE IN AFFITTO SU PIATTAFORME ON LINE, FIORI E MERCATO EUROPEO
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

EUSJA,, Associazione europea dei giornalisti scientifici , a Budapest ha ribadito l'importanza della cooperazione
di Cinzia Boschiero
Domanda: ci sono diversi problemi per i giornalisti scientifici in diversi Stati, si sta facendo qualcosa a livello europeo? Mirko Gusperio
Risposta: sì. C’è l’associazione EUSJA (associazione europea dei giornalisti scientifici) che è molto attiva in progetti europei e si batte per il riconoscimento del ruolo dei giornalisti scientifici in Unione europea e all’estero. I suoi membri sono impegnati nella lotta alle notizie false e in progetti di cooperazione e di aggiornamento professionale. Di recente si è svolto un science trip a Budapest in cui è stato ribadito nell'assemblea europea dei soci/socie/* l'importanza di cooperare e di proseguire nella lotta alle notizie false e nel riconoscimento del ruolo dei giornalisti scientifici nelle redazioni europee.
Domanda: ci sono problemi per i cittadini italiani come me che usano Booking per affittare le proprie case per informazioni errate che vengono date al fisco italiano, ci sono normative europee che ci possano aiutare a far valere le nostre ragioni? Ludovico Stalerno
Risposta: sono al corrente che con la normativa sulla trattenuta delle imposte per gli affitti a breve termine dei partner in Italia (cedolare secca) e la piattaforma Booking è aperto questo problema. La Normativa per la tassazione delle case vacanze/ affitti brevi prevede che il fisco utilizzi la cosiddetta cedolare secca, una sorta di flat tax che consente di pagare attualmente l'aliquota che è pari a 21 per cento. Questa tassazione è in capo al percettore del reddito derivante dall’affitto della casa vacanza e quindi al proprietario/i. Ad oggi nell’anagrafica di Booking del Partner esiste solo una figura chiamato “Amministratore” che ha come informazioni principali una mail, un numero di telefono ed un conto corrente dove accreditare gli importi pagati dai clienti e decurtati dalle commissioni di Booking . Queste informazioni sono le uniche che permettono un rapporto con il team di Booking per la risoluzione di ogni controversia con i clienti finali. Ad oggi ci sono due figure diverse che gestiscono gli affitti da proporre su Booking: 1-il proprietario della casa vacanze; 2-il gestore della casa vacanza. La figura di “Amministratore” di Booking ne può identificare solo una di queste e oltretutto le informazioni sono del tutto insufficienti a permettere a Booking di essere il sostituto di imposta poichè ad oggi mancano tutti i dati del percettore/i (Nome, cognome, residenza, data nascita, luogo, Codice fiscale…..) ed anche la percentuale di possesso dell’immobile che ne genera il reddito ai fini di una corretta redistribuzione del reddito derivante. Ad ogni pagamento effettuato del cliente Booking decurta la propria commissione e la quota della ritenuta del 21 per cento che riconosce al partner ; non distinguendo quindi che questo amministratore (partner) possa essere o il proprietario/i della struttura o un gestore (non proprietario). Ad oggi quindi Booking considera erroneamente che l’Amministratore (definito nella sua anagrafica) sia il proprietario e non solo il gestore, quindi comunica all’Agenzia delle Entrate dei redditi presunti con due errori: 1) che vi sia solo un solo proprietario , ma esiste spesso la possibilità che la casa abbia % di possesso divise tra diversi eredi e queste informazioni non sono presenti negli archivi di Booking, (vedi info 1) Questo fa sì che le informazioni che Booking comunica all’Agenzia delle Entrate siano errate e incomplete; 2) che l’amministratore (definito nella sua anagrafica) non è nient’altro che un gestore dell’immobile e che quindi non percepisce i redditi derivanti dall’affitto della casa vacanza e Booking lo mette nei guai per il fisco perché comunica dati errati e non completi. Ad oggi anche dopo un apposito webinar realizzato da Booking che è perfettamente al corrente di questa incresciosa situazione in cui è Booking a non avere una piattaforma adeguata alle normative fiscali (link https://booking.zoom.us/webinar/register/WN_9eH0TN52SWeeKloCL9z8tg); webinar in cui più volte è emerso il problema e gli amministratori del webinar stesso di BOOKING hanno preso atto del problema non è stata resa una soluzione applicativa capace di gestire in modo corretto questa esigenza. Ad aggravare questa situazione per l’anno 2025 è stato comunicato che per i partner che negli anni precedenti non hanno comunicato di aver denunciato questi redditi in fase di dichiarazione questo importo (quota trattenuta sulle imposte – cedolare secca) sarebbe stato bloccato dai pagamenti futuri e questo ancora una volta va a penalizzare ingiustamente i gestori/partner delle case e i proprietari. Un gruppo di cittadini italiani hanno già comunicato al fisco italiano questo problema. A livello europeo le piattaforme come Booking sono state rese edotte che devono ottemperare alle normative nazionali oltre che a quelle europee. Booking Holdings Inc. (BHI), designata come gatekeeper il 13 maggio 2024, deve garantire che il suo servizio di intermediazione online, Booking.com, rispetti tutti gli obblighi pertinenti del regolamento sui mercati digitali . Il regolamento sui mercati digitali è volto a garantire mercati equi e contendibili nel settore digitale. Regolamenta i gatekeeper, grandi piattaforme digitali che fungono da punto di accesso importante tra utenti commerciali e consumatori e che, per la loro posizione, potrebbero creare una strozzatura nell'economia digitale.
Domanda: stiamo perdendo mercato anche per i fiori in Unione europea? Lisa Contino
Risposta: la qualità del settore italiano per quanto concerne il settore dei florovivaisti è ancora al top in Unione europea, prova ne sia quanto viene esposto ad Euroflora, che è una mostra europea ed internazionale di piante e fiori riconosciuta da AIPH, International Association of Horticultural Producers. La rassegna vive della partecipazione di espositori provenienti dall’Italia e dall’estero, appartenenti ad alcune categorie prevalenti: florovivaisti, con partecipazioni singole o collettive di norma coordinate dalle Regioni e dalle Camere di Commercio, floral designers, parchi, orti botanici, Comuni e Stati esteri che promuovono le specificità del territorio e le proprie produzioni attraverso l’allestimento di veri e propri giardini. La prima edizione è del 1966, allestita nel quartiere fieristico di Genova dove ha avuto luogo a cadenza quinquennale fino al 2011. Nel 2018 e nel 2022 si è svolta all’interno dei Parchi e dei Musei di Nervi, un complesso paesaggistico affacciato sulla scogliera formato dall’unione di tre parchi storici soggetti a vincoli paesistici e architettonici che ne hanno preservato la bellezza e l’integrità pur essendo aperti al pubblico tutti i giorni. L’edizione 2025, la tredicesima, è un ritorno al futuro. La manifestazione ritorna nelle aree dell’ex quartiere fieristico, trasformate da un grande progetto di rigenerazione urbana firmato dall’architetto Renzo Piano. La collocazione nel Waterfront consente a Euroflora di rinascere grazie a nuovi spazi fronte mare – tra cui il nuovo parco urbano di 30mila metri quadrati e un percorso galleggiante nelle marine – con un ampliamento dei contenuti e dei riferimenti della manifestazione. Partendo dalle rarità e dalle eccellenze di tutte le produzioni florovivaistiche, Euroflora abbraccia, a tutto tondo, i temi dell’architettura del paesaggio, della conservazione delle specie, del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità ambientale.
Molte sono le aziende italiane di qualità nel settore florovivaistico e di valorizzazione del verde sia in aree urbane che extra-urbane, con professionisti italiani richiesti in tutto il mondo per la loro preparazione. L'aumento dei livelli di produzione dei fiori e di coltura delle piante ornamentali conferisce all'UE una delle più elevate densità di produzione di fiori per ettaro, pari al 10 per cento della superficie mondiale e al 44 per cento della produzione di fiori e piante a livello globale. L'Unione Europea è un esportatore netto di piante da vaso, conifere, piante resistenti o perenni, bulbi e cormi, mentre è un importatore netto di fiori e foglie recisi, con un avanzo commerciale netto per quanto riguarda le piante vive e i prodotti della floricoltura. Ci sono diversi fondi europei a favore di progetti comunitari sulla floricoltura, tra cui FloriPEFCR, ANTEA e la Floriculture Sustainability Initiative (FSI). Il progetto europeo “SUstainable Management of FLOriculture in WEstern Riviera” con un budget totale di 1,816,366 euro e un contributo comunitario di 870,922 euro. SUMFLOWER ha sviluppato un database contenente informazioni sulle attività economiche locali relative alla floricoltura, a cui hanno contribuito 124 stakeholder. A livello europeo e internazionale, sono state redatte dieci linee guida e pubblicazioni di buone pratiche (in italiano e inglese) da applicare a livello UE per promuovere la gestione sostenibile della floricoltura. Sono state raggiunte più di 100 aziende tramite varie attività di divulgazione (ad esempio riunioni tecniche, fornitura di servizi, newsletter) e un consorzio cooperativo (FlorCoop) di oltre 800 aziende agricole coinvolte nella produzione di etichette commerciali ambientali. SUMFLOWER, cofinanziato dal programma europeo Life, ha aiutato l'Italia ad implementare la direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi identificando le aree vulnerabili e, attraverso le linee guida del progetto, i mezzi per ridurre l'inquinamento da agrofarmaci, in particolare nitrati. La regione Liguria conta oltre 12mila vivai floricoli, che occupano seimila ettari di terreno agricolo e rappresentano il 75 per cento della produzione agricola regionale.