Viaggi
Abruzzo, ripartire dal turismo. Report di Srm sulla filiera delle vacanze

Per gli effetti del Coronavirus, la filiera delle vacanze rischia di perdere tra i 79 e i 440 milioni di euro di fatturato e 310mila presenze. Le due ipotesi
In Abruzzo il calo della domanda turistica metterà a rischio nel corso dell’anno tra i 23 e 121 milioni dei valore aggiunto. Secondo un report sugli effetti del Covid 19 sul settore turistico redatto dal Centro Studi Srm (Intesa Sanpaolo), il calo della domanda turistica subirà un decremento di quasi il 26%, ovvero si perderanno nel 2020 oltre 1,6 milioni di presenze nella peggiore delle ipotesi. Nel primo trimestre dell’anno il calo è stato del 32,3% (-31,9% italiani e -37,4% gli stranieri), solo nel quarto trimestre la tendenza all’aumento dovrebbe invertirsi a +6,8% (+7,6% gli italiani e +1,8% gli stranieri). Nella migliore delle ipotesi invece il calo della domanda turistica subirà un decremento di appena il 5%, pari a sole 310mila presenze in meno.
Dalle stime effettuate sul calo delle presenze turistiche 2020 e sul previsto impatto sulla spesa turistica attivata, gli analisti di Srm stimano inoltre un fatturato a rischio del “core” della filiera (ristoranti e alberghi) compreso tra 79 e 440 milioni di euro (nel Mezzogiorno tra 3,6 e 7,2 miliardi di euro).
Dall’analisi, rileva il direttore generale di Srm, Massimo Deandreis, emergono anche spunti a cui guardare con attenzione. “Gli italiani che tradizionalmente fanno vacanze all’estero e che quest’anno saranno indotti a restare nel nostro Paese costituiscono un potenziale bacino di aumento della domanda anche per l’Abruzzo. Cos’ come la necessità di allungamento della stagione estiva verso settembre ottobre e novembre, con offerte mirate e diversificate. Rispetto a tante altre regioni italiane ed europee l’Abruzzo ha un contesto climatico che lo consente. Ma occorre iniziare a pensare e progettare adesso avendo chiaro che il turismo è la linfa vitale dell’economia”.
Siti culturali e d’arte, tratturi e trabocchi, sentieri, abbazie, gioielli medievali abbarbicati a una natura selvaggia, tra cascate e paesaggi incontaminati. E poi dal Gran Sasso alla Majella, con i percorsi tra mari e monti, i borghi, le spiagge sabbiose e quelle rocciose, l’Abruzzo è una terra che offre tante possibilità di vacanza e pertanto può ripartire. Ma, osservano gli analisti, esperti, operatori ed istituzioni devono lavorare tutti insieme, e da subito, per rilanciare uno dei motori economici dell’economia locale e del Paese.