Affari Europei

Immigrati, vertice Ue deludente. Nessun progresso sull'accoglienza

Nessun cambiamento nel mandato di Triton, né progressi su salvataggio e accoglienza dei rifugiati. Molta vaghezza sul ricollocamento dei migranti. Il peso sarà ancora tutto sulle spalle dei paesi del Sud. Il vertice Ue è un'altra occasione persa per approntare una strategia seria ed efficiente per affrontare il problema dell'immigrazione. Non può bastare il triplicamento dei fondi destinati alla missione europea Triton, nonostante il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi parli di "gran risultato". 

E' vero che i fondi per Triton sono triplicati ma è stato deciso di non modificare invece il mandato di Triton che resta quello di sorvegliare e intervenire in soccorso, solo se strettamente necessario. Insomma, la missione europea resta confinata nel pattugliamento tralasciando ancora una volta ricerca e salvataggio. Un Mare Nostrum europeo, che era stato invocato da più parti, resta un'utopia nemmeno presa in considerazione durante il vertice. 

Diversi stati membri hanno offerto navi militari e altri mezzi per pattugliare le acque e aumentare così le forze dispiegate per Triton. La Francia userà due navi e un altro aereo, la Gran Bretagna offre l'utilizzo della Bulwark, una delle più grandi navi da guerra britanniche. In tutto Londra mette in campo una nave da guerra, due navi pattuglia e tre elicotteri. Il Belgio è disponibile a fornire la nave logistica Godetia. Anche Svezia, Danimarca e Norvegia hano offerto il loro aiuto. 

Ma non è stato fatto nessun progresso in materia di ricollocamento dei rifugiati e dei migranti. Un'operazione che era necessaria per aiutare gli Stati membri maggiormente coinvolti nell'emergenza, vale a dire Italia, Grecia e Malta. All'inizio sembrava che ci sarebbe stato un riferimento al ricollocamento di 10 mila rifugiati. Poi il numero si era dimezzato a 5 mila. Alla fine, addirittura, è scomparso del tutto. Le conclusioni del vertice riportano solamente l'impegno dei leader "a creare un progetto pilota su base volontaria per i ricollocamenti nei paesi Ue per offrire posti alle persone che hanno diritto alla protezione". Insomma, tutto verrà lasciato alla buona volontà. “L’opzione verrà presa in considerazione”, e sempre “su base volontaria”, si limita a dire il testo. Volontà che già molti Stati hanno detto di non avere, come ha affermato David Cameron nel pre vertice. Lo stesso Juncker ha ammesso la debolezza del testo sul punto. “Avrei voluto che fossimo più ambiziosi sulla questione dei rifugiati", ha affermato. "Ma non è stato possibile ora ma la nostra riflessione continuerà per arrivare a una proposta a metà maggio”.

Nessuna decisione anche sul tema della distruzione delle navi dei trafficanti. Il presidente del Consiglio europeo Tusk ha annunciato che la volontà di distruggere le navi dei trafficanti prima che vengano usate c'è, ma che la strategia verrà approntata in seguito. Spetterà a Federica Mogherini, alto rappresentante preparare proposte in tal senso, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Un compito difficile che richiederà il placet delle Nazioni Unite, senza contare la difficoltà di trovare un interlocutore credibile in Libia.