Affari Europei
Luxleaks, Juncker si difende: mai autorizzato sistemi di evasione

"Non ho autorizzato alcun sistema di elusione o di evasione fiscale" in Lussemburgo, e "non ho mai dato disposizioni in materia fiscali". Lo afferma il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a proposito del caso LuxLeaks sui presunti accordi fiscali agevolati (tax ruling). In audizione in commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, ribadisce di "non aver mai agito per creare danni o svantaggi ad altre amministrazioni fiscali". Nel corso della carriera politica nazionale "ho incontrato i rappresentanti delle banche, ma mi pare normale quando si e' ministro e primo ministro di un Paese, ma non avevo un ruolo personale da svolgere nell'ambito delle tax ruling".
"Non ho mai incontrato societa' di consulenza" per discutere di questioni fiscali e accordi agevolati, continua Juncker. "Forse sono uno dei pochi qui a non aver operato in questo modo", continua Juncker in audizione in Parlamento europeo. "Ne ho visti molti di consulenti incontrare membri di questo Parlamento, ma io non mi faccio dettare l'agenda da consulenti".
Secondo il Presidente della Commissione gli accordi anticipati in materia fiscale tra Stati e imprese (tax ruling) "sono un caso generalizzato, e non dobbiamo limitarci a parlare di Luxleaks", visto che Luxleaks "è esteso" in Europa. "Viviamo in una vera e propria giungla, e per questo serve trasparenza". La Commissione, prosegue Juncker, intende "promuovere lo scambio automatico di informazioni sulle decisione anticipale in materie fiscale, perche' vogliamo piu' trasparenze e piu' equita'".
Sugli accordi fiscali agevolati tra Stati e imprese c'erano gia' delle proposte sul tavolo, messe dal governo lussemuburghese gia' tanti anni fa, ma l'Europa non ha voluto prenderle in considerazione, ha detto il presidente della Commissione europea. Juncker ricorda che "nel 2005 avevo proposto la creazione di un comitato fiscale europeo, perche' ritenevo che ce ne fosse bisogno, e non mi ricordo l'appoggio di questo Parlamento alla mia proposta".
A chi lo ritiene il responsabile delle frodi fiscali in Lussemburgo, Juncker risponde ricordando quando fatto in senso opposto. "Nel 1991, quando ero ministro delle Finanze, sono riuscito a convincere tutti gli Stati membri ad armonizzare l'Iva e le accise, e non e' stato facile convincere i britannici". Nel 1997, continua, "abbiamo varato un codice di buona condotta fiscale per le imprese". A detta di Juncker "dovremmo riprendere l'idea di questo comitato fiscale, che fornirebbe una base per il lavoro dei ministri" Ecofin.