Affari Europei
Russia, dalla Francia parte la rivolta alle sanzioni Ue

Il Parlamento francese chiede di eliminare le sanzioni Ue alla Russia. Il governo rallenta. In ballo miliardi di euro ma anche i rapporti con Kiev e Washington
IL PARLAMENTO FRANCESE CHIEDE DI ELIMINARE LE SANZIONI A MOSCA
La Francia può diventare il grimaldello per scardinare il sistema delle sanzioni dell'Unione Europea alla Russia. Almeno è quanto spera il Parlamento di Parigi. Anche se il governo francese, finora, non ha preso alcuna posizione ufficiale sulle richieste formulate dai parlamentari transalpini di eliminare gradualmente le sanzioni.
IL GOVERNO RALLENTA
"Nulla è stato deciso, in questa fase", ha detto l'ufficio stampa, commentando le reazioni del governo alla risoluzione su un ammorbidimento delle sanzioni adottata dalla Camera alta del Parlamento francese. Ieri, infatti, il Senato transalpino ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che invita il governo francese, durante i colloqui con i funzionari dell'Ue, a rivalutare le sanzioni diplomatiche e politiche contro Mosca ed eliminare senza indugio le sanzioni individuali rivolte ai parlamentari russi.
IN BALLO MILIARDI DI INVESTIMENTI MA ANCHE I RAPPORTI CON UCRAINA E RUSSIA
La richiesta del Parlamento francese ha messo in allarme Kiev. Il ministero degli Esteri ucraino, appresa la notizia, ha espresso l'auspicio che Parigi sostenga l'estensione delle sanzioni dell'Ue contro la Russia. Lo ha detto il ministero in un comunicato. "Ci auguriamo che la Francia, come uno degli Stati che garantiscono la sovranita' e l'integrita' territoriale dell'Ucraina in base all'atto costitutivo di Budapest del 1994 e come membro attivo del processo di Normandia, rimanga saldamente sulle posizioni del diritto internazionale, il rispetto dei valori europei e la volonta' continuare a sostenere gli sforzi internazionali per la cessazione dell'aggressione della Federazione russa verso l'Ucraina". Lo scontro è cominciato. In palio diversi miliardi di euro di business con Mosca. Ma anche i rapporti diplomatici con Ucraina e Stati Uniti.