Coronavirus
Coronavirus, Draghi cambia tutto sui vaccini. Dose unica e Arcuri scavalacato
Il premier si affida al neo capo della Sicurezza Franco Gabrielli, pronta la delega per la gestione della pandemia e alla Protezione Civile guidata da Curcio
Coronavirus, Draghi cambia tutto sui vaccini. Dose unica e Arcuri scavalacato
L'emergenza Coronavirus continua in tutta Italia. I casi di positività sono ancora una volta in aumento, ormai si parla di terza ondata in tutto il Paese. In salita anche il numero di ricoveri in ospedale e gli ingressi in terapia intensiva. Il dato sui morti resta drammatico. A preoccupare sono soprattutto le varianti, che in alcune zone si sono diffuse a macchia d'olio. Per questo il presidente del Consiglio Draghi, come anticipato ai vertici Ue e agli altri capi di Stato, ha deciso di cambiare strategia: per i vaccini si passa alla prima dose per più persone possibile, solo dopo si penserà ai richiami. Cambia anche l'organigramma organizzativo, i poteri passano a Franco Gabrielli neo capo della Sicurezza, che già da oggi potrebbe ricevere la delega per la gestione della pandemia. Nel ruolo chiave sarà affiancato dal nuovo capo della Protezione civile Fabrizio Curcio che gestirà la somministrazione delle dosi.
La decisione vera e propria - si legge sul Corriere della Sera - sull’eventuale passaggio al sistema della somministrazione unica non è stata ancora presa. La scelta è stata già fatta solo per le persone che il Covid lo hanno già avuto e sono guarite. Hanno gli anticorpi e una sola iniezione viene considerata sufficiente per proteggerli in modo adeguato. Per tutti gli altri la valutazione è in corso. E sembra esserci un vero e proprio scontro tra favorevoli e contrari, a livello scientifico prima ancora che politico. Difficile che si scelga questa strada per medici e infermieri, anche considerando il fatto che buona parte di loro ha già ricevuto la seconda dose e quindi il problema non si pone. Difficile anche per le persone con più di 80 anni, visto che sono le più fragili e anche quelle colpite più duramente dal Covid: l’età media dei morti è 81 anni. Anche qui, seppure con velocità molto diverse fra le Regioni, la campagna è già partita e sarebbe complicato cambiare le regole in corsa. Per tutti gli altri, però, la questione si pone. Anche se non proprio nell’immediato.