Cronache
Brescia, omicidio Bozzoli: in fabbrica cane cerca-cadaveri
Sono terminati da poco i nuovi rilievi nella fonderia di Marcheno, al centro del "giallo" della sparizione dell'imprenditore Mario Bozzoli. Con i carabinieri del Comando provinciale di Brescia, alla ricerca di una qualsiasi traccia in grado di orientare le indagini, c'erano l'anatomopatologa Cristina Cattaneo, perito della procura, i tecnici del Ris di Parma e un'unita' specializzata dell'Arma, fatta venire apposta da Bologna, con un cane cerca-cadaveri, uno di quelli usati per la ricerca delle persone disperse nei terremoti. Perche' gli investigatori non hanno, al momento, elementi per escludere con certezza alcuna ipotesi, e resta la possibilita' che, anziche' di un sequestro o di un allontanamento volontario, possa trattarsi di un omicidio.
L'auto di Bozzoli, la sera del 9 ottobre, non ha lasciato la fonderia, e nessuno lo ha visto uscire dall'impianto: ma nemmeno le ricerche condotte all'esterno nei giorni successivi alla scomparsa hanno dato esito. Nel frattempo, cresce l'attesa per l'esito dell'autopsia di Giuseppe Ghirardini, il dipendente addetto ai forni ritrovato cadavere ieri a Case di Viso: il corpo e' stato portato nell'Istituto di medicina legale di Brescia, dove l'esame sara' efefttuato tra oggi e domani (ma sembra probabile che sia gia' nel pomeriggio). E' importante stabilire con esattezza le cause del decesso, confermare se la prima ipotesi di una morte non violenta e' giusta. Adesso come adesso, sottolineano peraltro gli investigatori, l'unico legame sicuro tra Bozzoli e Ghirardini e' il rapporto di lavoro.