Cronache

Covid, Crisanti dice che riaprire è sbagliato: "Non siamo in Inghilterra"

Il microbiologo: "Niente paragoni con l'estate 2020. Sarà una stagione completamente diversa, con maggiore trasmissione dei contagi"

Covid, le riaperture decise dal governo e in vigore da oggi trovano contrario il microbiologo Andrea Crisanti che ammonisce: "Non siamo in Inghilterra".

E questo perché, dice Crisanti, ci sarà "un rischio legato all'elevato numero di casi positivi che ci sono ogni giorno. Non ci sono le condizioni per una apertura in sicurezza, come l'Inghilterra. Non sarà come a Londra". Punto di vista che Crisanti esprime in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. "Se apro tutto - si domanda retoricamente il professore ordinario di microbiologia dell'Università di Padova - come si pensa che la gente possa usare precauzioni".

A Crisanti non piace nemmeno la classifica di chi vaccina di più in Italia: "E' una graduatoria - afferma - che risente di propaganda e retorica. È più importante seguire la percentuale di persone anziane e fragili vaccinate, elemento importante dal punto di vista della salute pubblica. La priorità deve essere quella di mettere in sicurezza anziani e fragili. Quanto alla scuola - aggiunge - non siamo ancora in grado di identificare, all'interno, un rischio o rischi specifici. Qualsiasi decisione è presa senza sufficienti informazioni scientifiche. Con la Dad si limitano i contagi a condizione che le scuole siano tutte chiuse. Se si lascia l'iniziativa libera alle persone è un altro discorso". E l'approssimarsi della bella stagione, conclude il microbiologo, non significherà un calo "dei contagi in estate. Basta vedere quello il caso Brasile, dove non c'è stato alcun beneficio legato alle alte temperature. L'unico elemento positivo che si può individuare viene dal beneficio di stare più all'aperto. Non bisogna fare paragoni con l'estate 2020. - insiste - Sarà una stagione completamente diversa, con maggiore trasmissione dei contagi. Ma c'è un'altra partita doppia e essenziale da giocare, quella di vaccinare più persone possibili e tentare di bloccare l'ingresso dall'estero in Italia di nuove varianti resistenti al vaccino".