Cronache
Dalai Lama milanese, la Cina protesta

Di Giuseppe Vatinno
Il Dalai Lama, Tenzin Gyatso è da poco divenuto cittadino onorario di Milano su proposta del sindaco Beppe Sala; l’iniziativa è stata però fortemente contestata da manifestanti cinesi facenti capo al consolato della Repubblica Popolare a loro volta contro-contestati da cittadini tibetani che invece supportavano la loro guida spirituale guida spirituale del buddismo tibetano. Il Dalai Lama ha poi incontrato il cardinale Scola insieme ad altri monaci che costituivano la delegazione a seguito ma la vicenda è significativa del fatto che Milano è una città a forte presenza cinese documentata anche dalla maggiore diffusione del cognome Hu che ha soppiantato il classico Brambilla.
La Cina ha mosso proteste formali all’Italia per questo atto “temerario” che però riguarda la pienezza dei poteri che uno Stato sovrano può esercitare.
Il ministro degli Esteri cinese Hua Chunying ha infatti affermato: “La nostra posizione è chiara: ci opponiamo con forza a ogni contatto e incontro con funzionari di altri Paesi”.
Mentre l’ambasciata cinese ha rincarato da Roma la dose: “Il fatto che il Consiglio Comunale di Milano, le altre Istituzioni e persone siano presenti con connivenza alla visita del Dalai Lama a Milano e conferiscano a lui la Cittadinanza Onoraria, ha danneggiato gravemente i sentimenti del popolo cinese. Tutto ciò ha un impatto negativo sui rapporti bilaterali e sulle cooperazioni tra le regioni dei due Paesi. La Cina, con i suoi Rappresentanti Istituzionali, esprime forte rimostranza e ferma opposizione”.
Dal canto suo il Dalai Lama ha ribadito di non essere per la separazione del Tibet dalla Cina anzi per una integrazione pacifica e ha chiesto ironicamente ai cinesi se seguissero anche le reincarnazioni di Mao Tse Tung e Den Xiaoping.
Inoltre, il Dalai Lama ha detto che «Alcuni protestano perché non sanno cosa sto promuovendo, altri sono organizzati dalle ambasciate cinesi per creare queste problematiche». Una vicenda abbastanza grottesca che dovrebbe avere qualche risposta dal premier Renzi visto che la Cina ha minacciato ripercussioni nei rapporti commerciali con l’Italia.