Cronache
Egitto, Al Sisi nomina il suo portavoce ambasciatore a Roma. Beffa per Regeni



Il presidente ha scelto un suo uomo di fiducia per continuare la linea del silenzio sull'omicidio di Giulio
Egitto, la scelta di Al Sisi su Roma allontana la verità su Giulio Regeni
Al Sisi ha scelto di proseguire con la sua linea nei rapporti diplomatici tra Egitto e Italia. Era molto attesa la nomina del nuovo ambasciatore a Roma ma il nome indicato dal presidente africano non fa ben sperare per un cambiamento di comportamento sul caso della morte di Giulio Regeni. Al Sisi infatti - si legge sul Fatto Quotidiano - ha nominato per quella importante poltrona il suo portavoce, Bassam Radi. Un suo fedelissimo, che sul caso dell'omicidio del ricercatore, trovato senza vita il 3 febbraio 2016 si è sempre dimostrato disponibile a parole ma poi il suo sostegno alle indagini non ha avuto seguito nei fatti.
Il processo a carico degli agenti dei servizi egiziani - prosegue il Fatto - si è impantanato perché gli atti non erano stati notificati agli imputati. Atti non notificati perché l’Egitto non ha mai fornito il domicilio degli imputati. La Procura generale egiziana, invece, ha chiuso la questione già nel 2020 sostenendo che non vi fossero prove che gli uomini dei servizi segreti che monitorarono movimenti e incontri di Regeni fossero le stesse persone responsabili del rapimento del ricercatore italiano il 25 gennaio 2016. Una beffa ulteriore per la famiglia Regeni che chiede giustizia per Giulio ma deve fare sempre i conti con il prolungato silenzio del governo egiziano. Con Radi a Roma le cose sono destinate a non cambiare.