Cronache
Regno Unito, i medici alle 13 staccano la spina al 12enne in coma

I giudici hanno respinto l’ultimo ricorso dei genitori. Il ragazzo ebbe un terribile incidente in seguito a una sfida sui social media con gli amici
I medici inglesi sono pronti a staccare la spina al giovane 12enne in coma vegetativo dal 7 aprile
Oggi, 2 agosto, alle ore 12 in Inghilterra e le 13 qui, in Italia, la Corte d'Appello britannica ha fissato l'attuazione del via libera alla fine del sostegno vitale ad Archie Battersbee, il 12enne inglese in coma da mesi dopo essere stato trovato privo di conoscenza in casa il 7 aprile scorso e ricoverato da allora nel London Royal Hospital.
La decisione, già autorizzata in tre gradi di giudizio dalla giustizia britannica, è fortemente osteggiata dai genitori del bambino, Hollie e Paul. Questi credono ancora in un possibile risveglio a dispetto delle aspettative dei medici londinesi. Infatti i genitori del 12enne erano tornati a rivolgersi alla Corte per consentire un esame del caso da parte del Comitato Onu per i diritti delle persone con disabilità (Unrpd).
Il comitato che ha accettato nei giorni scorsi di valutare il ricorso urgente presentato dalla famiglia; e che, attraverso il governo britannico, aveva sollecitato a sua volta i giudici a congelare l'iter in attesa di una propria pronuncia. La Corte tuttavia si è limitata a spostare l'attuazione della decisione di staccare la spina da lunedì pomeriggio, come inizialmente previsto, a domani. Un'indicazione immediatamente contestata dai genitori, dopo che un loro avvocato l'aveva paventata come potenziale "violazione del diritto internazionale".
Il collegio chiamato a pronunciarsi sull'istanza - formato dal giudice Andrew McFarlane, presidente del sezione diritto di famiglia della Corte d'appello d'Inghilterra e Galles, e dai colleghi Eleanor King e Andrew Moylan - ha liquidato seccamente la richiesta negando alcun ruolo giurisdizionale nel Regno Unito al Comitato Onu per i diritti delle persone con disabilità (Unrpd). E ha concesso ai genitori meno di 24 ore per verificare adesso la possibile ammissibilità del caso presso istituzioni giudiziarie internazionali riconosciute (come la Corte europea di Strasburgo per i diritti dell'uomo, che peraltro già in passato ha rigettato ricorsi analoghi delle famiglie); o altrimenti lasciare che i medici procedano a interrompere la ventilazione assistita che tiene in vita Archie.