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Altro che Trump-Zelenskjj, ecco i dissing che interessano alla gente

I mostri creati dai social creano molto più engagement dei conflitti internazionali: i casi di Don Alì e Davide Lacerenza sono qui a ricordarcelo. Il commento

di Fabio Massa

Altro che Trump-Zelenskjj, ecco i dissing che interessano alla gente

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I social fanno schifo, e pure noi. O meglio, i social fanno schifo perché ci siamo noi, senza contrappesi. O meglio, i social fanno schifo perché noi mettiamo in mostra noi stessi, senza limiti. Che cosa accomuna Don Alì, il re dei maranza che minaccia di invadere Napoli e prendersi "tutte le donne" del Sud, in un paradossale assalto di italiani di seconda generazione contro i "terroni" che sono italiani da mille generazioni e il caso degli arresti di Davide Lacerenza ed ex fidanzata? Che entrambi sono mostri creati dai social.

I dissing dei Me contro Te e l'hating contro Marta Daddato

Ce ne sono altri mille, ad andare a spulciare bene. Episodi piccoli e grandi violenze e violazioni, immerse in una salsa politically correct che non fa altro che far stridere ancor di più il confronto. C'è il dissing tutto da ridere tra content creator per bambini, che se le mandano a dire per iniziare alle risse anche i più piccoli. Bravi, proprio bravi, Me contro Te e DinsiemE. C'è, in corso in queste ore, una campagna di "hating" contro Marta Daddato. Chi è costei? Una tizia che crea contenuti e che è stata presa di mira da migliaia di persone non si capisce bene perché.

Viene da rimpiangere il giornalismo tradizionale...

Si dirà: sono fenomeni che non ci riguardano, perché noi abbiamo visto integrale il video del dissing più importante del decennio. Quello tra Trump e Zelenskjj, ovviamente. E invece no, perché la gente guarda quella roba là. E quella roba là, non edificante, esiste perché le regole che sono state messe fanno ridere i polli. Vien da rimpiangere il giornalismo tradizionale, che è anche quello dei giornali online, nei quali perlomeno c'è un codice normativo da seguire, una professionalità. Altro che libertà, questa è barbarie. E noi e i nostri figli respiriamo quell'atmosfera tossica ogni giorno, a tutte le ore.