Culture

McConaughey e Leto trasformisti. Sieropositivi uniti contro la sanità Usa

di Lorenzo Lamperti

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"Fanculo il virus, qui parliamo dei sintomi e dello star male tutti i giorni". I medici gli avevano dato 30 giorni di vita. Ha vissuto altri 2557 giorni, 7 anni. E' la storia di Ron Woodroof, un texano omofobo e razzista che scopre di essere malato di Aids. Non accetta i limiti e le contraddizioni della sanità Usa e va in Messico per sperimentare una cura naturale. Insieme alla transessuale Rayon lotterà per la libertà di cura. Dallas Buyers Club si poggia tutto sulle fragili e scheletriche spalle di Matthew McConaughey e di Jared Leto, splendidi protagonisti di una storia che può regalare a entrambi un Oscar.

IL FILM - Dallas Buyers Club è nato nel 2008. Ma il copione è stato rifiutato dai produttori per 137 volte, come ha rivelato Matthew McConaughey. "Ho tentato in ogni modo di realizzare questo film, pur essendo stato costretto a rimandarlo di anno in anno. Alla fine abbiamo deciso di effettuare le riprese ad ogni costo nell’autunno del 2012, e ho voluto coinvolgere nel progetto il regista Jean-Marc Vallée, che ho incontrato a New York prima ancora di avere i finanziamenti necessari", ha raccontato. Dallas Buyers Club è un film spigoloso. Commuove ma non concilia. Ambientato nel Texas del 1985 e ispirato a una storia vera affronta un tema di quelli forti: l'industria farmaceutica, uno degli argomenti tabù negli Usa e non solo. Ron non accetta il trattamento previsto negli ospedali americani e trae invece benefici da una cura naturale a base di proteine somministratagli in Messico. Con l'aiuto della transessuale Rayon fonda il Dallas Buyers Club, un'associazione che al prezzo di 400 dollari fornisce, a chi vi si iscrive, i farmaci importati piùo meno illegalmente dal Messico. Come ha giustamente detto Giorgio Viaro di Best Movie, il film mette in luce il paradosso forse più osceno del capitalismo: un'industria farmaceutica che persegue il profitto fregandosene della salute dei cittadini.

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LA MALATTIA - 35 milioni di persone nel mondo vivono con l'Aids. In alcune zone del pianeta la contrazione dell'Hiv è salita fino al 250%. Oggi, fortunatamente, sappiamo qualcosa in più su questa terribile malattia. Certamente molto di più di quanto se ne sapeva nel 1985 e di quanto ne sapeva Ron Woodroof. All'epoca era vista come una malattia da omosessuali. Per questo Ron reagisce con quella rabbia. L'Aids non era solo una malattia fisica, era una malattia che ti obbligava all'emarginazione. Metteva un'etichetta sul tuo stile di vita. La stessa etichetta che mettono a Ron i suoi "amici" che lui è costretto a lasciare, così come il luogo che chiama casa. Quello di Ron è un percorso di conoscenza. Una conoscenza della malattiache gli fa capire molto di più anche se stesso. Sulla sua strada c'è però la sanità americana, dipinta come una sorta di prigione indifferente.  

IL COWBOY OMOFOBO - La prima reazione di Ron quando gli viene detto di essere sieropositivo è incredula e soprattutto rabbiosa: "Stronzo, mi stai dicendo che sono frocio?". Nel 1985 l'Aids è ancora conosciuta come una malattia omosessuale. Quando si accorge che in realtà la possibilità di contrarre l'Hiv esiste per tutti Ron deve venire a patti con la sua situazione. McConaughey non è più il divo delle commedie romantiche. William Friedkin con Killer Joe lo ha trasformato in un qualcosa di diverso. McConaughey, protagonista anche di Mud e di una piccola ma ottima parte anche in The Wolf of Wall Street, continua il suo percorso di crescita che qui raggiunge forse il suo culmine. Si dedica anima e soprattutto corpo al film. Dimagrito più di 20 chili (particolare che tradizionalmente può fruttare molto per il discorso Oscar), McConaughey è il centro gravitazionale di un film che si muove prima spigolosamente e poi sinuosamente intorno al suo volto, alla sua bocca, alle sue spalle. Dal sesso libero e senza precauzioni all'alcol e alla droga a fiumi fino al suo commovente abbraccio con Rayon, il simbolo di quello che aveva sempre odiato o meglio manifestato di odiare, il simbolo di quello che non voleva essere. Ma alla fine Ron, persino lui, riesce a essere più di un simbolo di qualcosa. Ron alla fine riesce a essere, proprio come Rayon, solamente, o addirittura una persona.

LA TRANS - Degna spalla di McConaughey si rivela Jared Leto. Il cantante del gruppo emo/rock Thirty Seconds To Mars ha già alle spalle una discreta carriera di attore che lo ha portato a recitare soprattutto in film come La sottile linea rossa e American Psycho, in pellicole cult come Requiem for a Dream e in opere indipendenti come Mr.Nobody. Qui Leto raggiunge il suo massimo stato di forma nei panni della transessuale Rayon. Truccato magnificamente, Leto, nonostante il non molto tempo a disposizione, riesce a dare forma a un personaggio che colpisce e che commuove. Ecco, forse è questo il però di un film che nel complesso convince: il tentativo più o meno subdolo di piazzare qui e là carichi di sentimentalismo che sembrano fatti apposta per strappare applausi e lacrime.