Culture
Mostre/ L'America negli scatti di Wim Wenders
















di Simonetta M. Rodinò
Wim Wenders, il più influente regista tedesco della sua generazione, figura di spicco del Nuovo cinema tedesco degli anni Settanta, autore di opere tra cui "Alice nelle città" (1973), L'amico americano" (1977), "Paris, Texas" - che vinse la Palma d'Oro a Cannes nel 1984 -, "Il cielo sopra Berlino" (1987) è meno conosciuto come fotografo. L'occasione per ammirare alcuni suoi lavori è offerta dalla mostra "Wim Wenders. America", da oggi a Villa Panza di Varese, una delle dimore del FAI - Fondo Ambiente Italiano. La rassegna presenta una selezione d'immagini realizzate negli Stati Uniti tra la fine degli anni Settanta e il 2003 e si snoda cronologicamente dal piano terra al primo per concludersi nelle scuderie. Dalle prime stampe in bianco e nero di piccole dimensioni agli ampi paesaggi solitari del Montana, dalle strade deserte del New Mexico agli interni desolanti dei locali in Arizona, dalla solitudine tutta hopperiana di una figura femminile affacciata a una finestra - la sua "woman in the window" a Los Angeles potrebbe essere la donna del dipinto "Morning sun" di Edward Hopper - all'abbandono delle tombe di un cimitero indiano, dove le sterpaglie sembrano voler inghiottire i pochi fiori superstiti.
Poi nelle scuderie il pugno nello stomaco…in un'atmosfera solenne, cinque stampe di grande formato dedicate a Ground Zero. Realizzate due mesi dopo l'attentato alle Torri Gemelle ne documentano il dramma: pompieri e ruspe operano tra polvere, macerie, morte. "Ho voluto andare a vedere Ground Zero per gestire la mia inquietudine. Quel luogo aveva un messaggio che è stato tradotto in guerra e vendetta, ma il vero messaggio era che non deve esistere più la violenza", ha affermato l'autore settantenne, cui verrà consegnato, in febbraio, l'Oso d'oro alla carriera al Festival internazionale del cinema di Berlino.
Diverse fotografie sono di grande formato perché lo spirito di Wenders è accompagnare l'osservatore in quello stesso luogo e meglio tradurne emozioni ed esperienze provate. Sono immagini di una purezza di forme e colori straordinari: scatti in cui si legge il silenzio, la solitudine e anche la malinconia. Quando fotografa non vuole intorno nessuno, ha bisogno di essere solo per ascoltare ciò che il luogo ha da raccontargli. Ha tracciato una riga netta tra il suo essere regista e la passione per la fotografia. Le due componenti vivono parallelamente senza intersecarsi: nessuna delle sue immagini ha portato alla realizzazione di un film.
Se come cineasta è stato all'avanguardia per l'uso della tecnologia 3D, come fotografo è all'antica: tutte le foto sono stampate da negativo e non sono mai manipolate.
La mostra, curata da Anna Bernardini, è dedicata all'amico Dennis Hopper e anche a Edward Hopper, suo riferimento artistico.
"Wim Wenders. America"
Villa e Collezione Panza - Piazza Litta 1, Varese
16 gennaio - 29 marzo 2015
Orari: tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi dalle 10,00 alle 18,00
Info: 0332/283960
Catalogo: Silvana Editoriale
www.wimwendersvillapanza.it