Culture
A Locarno boom di compratori. Il cinema d'autore si apre al mercato

"Direi che va molto bene. Locarno sta diventando il luogo di incontro dell'industria che si occupa del cinema d'autore". Questo il bilancio tracciato da Nadia Dresti, responsabile area Industry del festival di Locarno, in un'intervista con il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.
"La definirei una situazione ottima - prosegue Dresti -. In questi giorni qui a Locarno ci sono 211 tra compratori e venditori, che rappresentano società di distribuzione e vendita molto importanti a livello europeo e non solo. Abbiamo anche compratori americani, che sono venuti tra l'altro senza che offrissimo loro il volo: questo vuol dire che c'è un interesse importante e reale da parte. Gli accreditati Industry, inoltre, sono più di mille".
Di anno in anno al festival di Locarno aumentano gli operatori e si diversifica la loro provenienza: "Quest'anno tra l'altro abbiamo numerose personalità importanti: per esempio, John Cooper, direttore del Sundance Film Festival, ma anche i direttori dei Festival di Berlino e di Cannes, piuttosto che il presidente di Telefilm Canada. In passato non c'era tutta questa attenzione".
La filosofia del festival di Locarno si sta così spostando dall'essere esclusivamente luogo di approfondimento culturale e di studio dei linguaggi a occasione anche di mercato e scambio: "Al giorno d'oggi - prosegue Dresti - i film nelle sale faticano ad arrivare e noi non vogliamo invece far morire il cinema d'autore. Non intendiamo diventare industriali, ma attraverso l'industria vogliamo dare a questi film la possibilità di un trampolino di lancio". Così è successo, per esempio, con il film "More than Honey", documentario di produzione svizzera del 2012, comprato e venduto in 45 paesi, nonché candidato all'86esima edizione degli Oscar nella sezione "Migliore film straniero".
Tra le pellicole presentate quest'anno è invece il film "La creazione di significato" di Simone Rapisarda Casanova a esemplificare al meglio l'essenza del Festival di Locarno: una produzione italo-canadese realizzata da una sola persona e costata pochissimo. Una storia ambientata nelle Alpi Apuane in Toscana dove, verso la fine della Seconda guerra mondiale, le forze di occupazione tedesche massacrarono centinaia di civili prima della loro definitiva ritirata.
"Per questo restiamo prima di tutto un festival che è luogo di scoperta per il cinema d'autore".
GUARDA LA VIDEOINTERVISTA COMPLETA DEL DIRETTORE DI AFFARITALIANI ANGELO MARIA PERRINO A NADIA DRESTI