Economia
Banche, commerciali o d'affari: è pronta la rivoluzione a 5S

Alcune norme come quella sull'introduzione del Glass-Steagall Act americano arriveranno nei prossimi mesi, dunque non saranno inserite nel dl Carige
Norma anti-furbetti sui bonus, separazione fra banche commerciali e banche d'affari, un fondo di garanzia per i risparmiatori delle banche e una norma sulle porte girevoli. In un question time sul Dl Carige, all'esame della Camera, il vicepremier Luigi Di Maio annuncia le norme che il governo Conte intende introdurre in ambito bancario.
Alcune, come quelle sull'introduzione del Glass-Steagall Act, il nome della riforma bancaria americana degli anni '30 dopo la grande depressione con la quale vennero separate le attività di banca d'investimento da quelle di banca d'affari, non saranno inserite nel dl Carige. Altre, invece, dovrebbero farne parte attraverso alcuni emendamenti elaborati dallo stesso M5S.
"Come Governo e come maggioranza abbiamo l'intenzione di approvare nei prossimi mesi nuove norme come la distinzione tra banche commerciali e banche d'affari", ha spiegato infatti Di Maio, nell'Aula della Camera rispondendo a un'interpellanza M5S sulla crisi Carige. Un serie di misure, ha puntualizzato, che avranno l'obiettivo di "spezzare il legame deleterio per i cittadini tra partiti e banche".
Di Maio ha quindi indicato alcune norme in programma per il sistema bancario: "Un fondo di garanzia per i risparmiatori delle banche ottenuto trattenendo fino al 60% dei bonus dei manager per cinque anni, una norma sulle porte girevoli, una seria legge sul conflitto di interessi, nuovi vertici per Consob, riforma della vigilanza al livello europeo e l'istituzione di un Fondo di garanzia dell'Unione europea per i risparmiatori".
Sul Dl Carige, "mi auguro che venga modificato e migliorato e che si possano mettere un po' di norme anti-furbetti delle banche, per esempio la norma sui bonus dei manager che si sono in questi anni divisi bonus inspiegabilmente visto che la banca è sull'orlo del default", ha aggiunto il leader politico del M5S.
"Sicuramente - ha puntualizzato - decide il Parlamento, io non posso decidere per il Parlamento, ma è auspicabile che all'interno di questo decreto si possano mettere un po' di norme sulla trasparenza dei grandi debitori di Carige e tutti quegli emendamenti che possano cominciare a stabilire un po' di etica negli ambienti bancari".
Il provvedimento è all'esame della commissione Finanze di Montecitorio dove alcuni emendamenti M5S ammessi al voto dispongono informative al Parlamento sulle emissioni e i crediti erogati dall'istituto ligure. Nei giorni scorsi era emersa, da parte dell'esecutivo, l'intenzione di non modificare il testo.
Infine, per quanto riguarda la banca ligure, il vice presidente del Consiglio ha chiarito che "ad ora il governo non sa ancora se dovrà intervenire con fondi pubblici". "Mi auguro che con la nuova Commissione d'inchiesta sulle banche venga avviata una seria inchiesta sul caso Carige". Una commissione che dovrebbe esser presieduta dal senatore pentastellato Gianluigi Paragone.