Economia

Crisi, 1000 Comuni a rischio fallimento. Sindaco di Torino: "Nella tempesta"

I primi cittadini in difficoltà chiedono 1 miliardo entro fine anno. "Rischiamo di dover tagliare i servizi essenziali"

Crisi, sindaci in bolletta. "Soldi dal governo o addio tenuta sociale"

La crisi energetica è sempre più allarmante. I costi di luce e gas stanno aumentando a dismisura mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Ma a queste difficoltà, si aggiungono anche quelle di circa 1000 Comuni che non riescono più a pagare le bollette per gli eccessivi costi e sono a rischio fallimento. Ridurre e spegnere in anticipo le luminarie natalizie - si legge sulla Stampa - non basterà. Per molti Comuni italiani resistere al caro bollette senza tagliare i servizi pubblici essenziali diventerà presto uno sforzo insostenibile. Secondo le stime dell’Anci, circa il 15% dei 7.900 Comuni è già in difficoltà finanziarie e potrebbe non reggere l’urto della spesa per gas ed elettricità. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo lancia l'allarme: "Così mettiamo a rischio la tenuta sociale, siamo nella tempesta. Occorrono misure straordinarie come nei mesi della pandemia".

Andando al sodo, - prosegue la Stampa - serve almeno un miliardo di euro aggiuntivo, da stanziare entro la fine dell’anno, per evitare che qualche Comune finisca in default e non possa più erogare nemmeno i servizi pubblici essenziali. Alessandro Canelli, sindaco di Novara e delegato al fisco locale dell’Anci, la mette giù così: "Un conto è risparmiare sulle luci di Natale o tenere al buio i monumenti, un altro è vedersi costretti a chiudere musei, teatri, palestre e piscine comunali, che sarebbe una sconfitta sociale – avverte – o addirittura diminuire il riscaldamento nelle scuole e negli uffici, ridurre le corse dei tram e accorciare l’orario di accensione dell’illuminazione stradale, che significa pregiudicare la sicurezza delle persone".