Economia

Dazi, è il momento di schierarsi in Europa: ecco chi sta con Trump e chi invece è contro

I Paesi europei si dividono in due categorie: intransigenti e negoziatori

di redazione economia

Dazi di Trump: Europa ancora una volta in ordine sparso. I rischi e lo spauracchio "whisky"

Questa sera Donald Trump farà sapere al mondo cosa intende fare sui dazi, dando inizio a una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili. L'ipotesi più accreditata è che il tycoon imponga dazi universali reciproci del 20% con pochissime esclusioni. Sarebbe una mazzata per le migliaia di aziende che lavorano negli Stati Uniti, comprese naturalmente quelle europee. Ma l'Ue ancora una volta non si presenta compatta per affrontare questa sfida. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen da una parte dice "risponderemo" e dall'altra spera in un negoziato. In questo clima di incertezza si sono formati ormai due gruppi distinti tra i 27 Paesi dell'Ue.

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Le posizioni tra i partner - riporta La Repubblica - non sono affatto unanimi. Con almeno due fronti: gli intransigenti (Francia, Germania e la stessa Commissione) e i negoziatori (Italia, Polonia, Baltici). Ma si tratta di una divergenza destinata a colmarsi, se le scelte di oggi della Casa Bianca si rivelassero "esagerate". A quel punto nel pacchetto entrerebbero anche i colossi tecnologici come Google, Amazon, X, le banche, i servizi e la possibilità delle aziende americane di operare in Europa. Anche se per ora viene accantonata l’idea di ricorrere al cosiddetto "Strumento anti-coercizione", quell’insieme di misure volte a difendere le imprese dell'Ue che sarebbe la molla per una escalation del conflitto.

Alcuni Paesi, come Italia Polonia e Baltici, temono l’escalation. Vogliono rispondere senza provocare una controreazione. Roma protegge la sua relazione con il presidente statunitense, gli altri - conclude La Repubblica - temono che ci possano essere ripercussioni sulla Nato e quindi sulla difesa del confine orientale. L’ipotesi allora è quella di far scattare solo alcune delle tariffe previste e sul resto provare a trattare. La minaccia di Trump di imporre dazi monstre sul vino e lo champagne fa ancora tremare, quindi dalla lista dei prodotti tassati è stato tolto il whisky.

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