Economia

I dazi di Trump affossano le big tech Usa, da Apple a Nvidia: ecco chi ha bruciato più miliardi

Wall Street sta punendo le big tech americane perchè dipendono dalla Cina non solo per le vendite, ma soprattutto per la produzione

di redazione economia

Dazi killer: le big tech crollano a Wall Street, i Magnifici 7 diventano i Malefici 7

Donald Trump ha premuto l’acceleratore sulla guerra commerciale, e abbiamo già le prime vittime: le big tech. Il nuovo giro di vite sui dazi porta le tariffe sulle importazioni cinesi al 54% complessivo (al 34% appena introdotto si somma il 20% già in vigore). Il risultato? Un bagno di sangue in borsa con Wall Street che crolla in apertura (Nasdaq -4,9%) mandando in fumo 2.000 miliardi.

Apple affonda con un crollo di quasi il 10%, Nvidia perde l'8,6%, Amazon l'8,7%, Alphabet (Google) il 5,3% e Microsoft il 4,5%. Una disfatta che ha portato gli analisti a ribattezzare i celebri "Magnifici 7" con un soprannome molto meno lusinghiero: i "Malefici 7".

Ma il problema è strutturale e va ben oltre la volatilità di Wall Street. Le big tech americane dipendono dalla Cina non solo per le vendite, ma soprattutto per la produzione. Apple, ad esempio, continua a fabbricare la stragrande maggioranza dei suoi dispositivi in Cina, nonostante i tentativi di diversificare la supply chain spostando parte delle operazioni in India e Vietnam.

I nuovi dazi quindi non solo aumentano il costo di produzione per l'azienda di Cupertino, ma rendono più costosa anche l’importazione di componenti essenziali per la creazione dei dispositivi stessi. Quindi la scelta sarebbe o assorbire il costo dei dazi (erodendo i profitti) o scaricarlo sui consumatori (rischiando di perdere quote di mercato).

Ma Apple non è l’unica a tremare. Nvidia, il re dei chip AI, dipende pesantemente dai fornitori asiatici e ha nella Cina uno dei suoi principali mercati. Con i nuovi dazi, Pechino potrebbe accelerare lo sviluppo di semiconduttori locali e chiudere ancora di più le porte ai giganti americani, favorendo aziende come Huawei.

Non finisce qui. Nella morsa ci sono anche Google e Microsoft, che producono in Asia dispositivi come Pixel, Surface e server per il cloud, e che per questo vedranno impennarsi i costi della loro supply chain. E poi c’è Amazon, che oltre a vendere milioni di prodotti cinesi, produce i suoi dispositivi Echo e Kindle proprio lì.

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Mentre la Cina viene stangata, l’Unione Europea se la cava con un dazio del 20%. Un segnale che Trump vuole mantenere un rapporto più disteso con Bruxelles, forse nel tentativo di isolare ulteriormente Pechino. Ma il rischio è che le Big Tech cerchino scappatoie, magari spostando parte della produzione in Europa per aggirare i dazi.

Il punto è che la Silicon Valley si trova anche di fronte al rischio che la Cina possa rispondere limitando l’accesso al suo mercato e favorendo i propri campioni nazionali come Huawei e Alibaba. Per ora una cosa è certa: il 2025 si preannuncia un anno nero per i big del tech.