Economia

Fusione Nexi-Sia, l'Antitrust dà l'ok per la fusione: fuori le condizioni

di Lorenzo Goj

La società guidata da Paolo Bertoluzzo ha ricevuto l'ok da parte dell'Autorità per l'integrazione di Sia, ma solo a specifiche condizioni "comportamentali"

Ma vediamo nello specifico in cosa consistono le misure dettate dall’Ente regolatore. Prima di tutto, la rinuncia, da parte di Nexi, all’esclusiva contenuta nei contratti con equensworldline con specifico riferimento ai servizi di processing domestico e di clearing non-Sepa; successivamente, la predisposizione, da parte di Nexi e Sia, fino alla data in cui la nuova piattaforma bancomat diventerà operativa, di un’offerta non discriminatoria, chiara e trasparente relativa alle attività di acquiring processing e di issuing processing delle carte domestiche; poi, la predisposizione da parte di Nexi e Sia, per un periodo di tre anni, di un’offerta chiara e trasparente relativa all’attività di clearing dei prodotti non-Sepa; infine, l’Autorità chiede la cessione dei contratti di clearing non-Sepa attualmente sottoscritti da Nexi con le banche clienti.

L’insieme delle misure, spiega l'Antitrust, ha l’obiettivo di “garantire agli eventuali nuovi entranti la possibilità di operare efficacemente a livello commerciale e a prevenire discriminazioni. Le misure tengono conto del fatto che per entrambi i mercati ci si attendono, in un periodo relativamente breve, importanti modifiche che ne determineranno un diverso assetto competitivo”.

Guardando invece all’azionariato, per ora tutto prosegue in linea con le aspettative e si avvicina quel riassetto atteso ormai da un oltre un anno: la Cassa Depositi e Prestiti avrà circa il 17%, Intesa Sanpaolo il 6%, mentre i fondi di private equity (Bain Capital, Advent, Clessidra e Hellman & Friedman) circa il 30%, quota destinata ad essere ridotta nel tempo tramite futuri collocamenti.