Economia
Microsoft lancia l’allarme sull’IA. Che lei stessa ha creato...

Ecco il solito Bill Gates...
“I furbetti del chippino”
È un po’ come se un branco di leoni lanciasse una campagna per sensibilizzare la sicurezza delle gazzelle. Chi ci crederebbe?
Questa è la sensazione che ha destato un recente discorso tenuto da Brad Smith, vice chair e Presidente di Microsoft durante un forum aziendale che si è svolto a New Delhi per preparare il G20 che si terrà a settembre.
Il Capo operativo del gigante Usa ha detto che “L’industria tecnologica deve essere attenta a non ripetere, nel momento dello sviluppo vertiginoso della Intelligenza Artificiale, gli stessi errori che commise quando iniziò l’epoca dei social network”.
Il Gran Capo Tecnologico ci mette in guardia dai rischi che comporta l’Intelligenza Artificiale se mal usata. E qui siamo ancora in quel “paternalismo tecnologico” che da anni Bill Gates ci somministra tra una profezia di prossima epidemia e la distruzione del pianeta.
Si sa che il catastrofismo va di moda tra i ricconi della Silicon Valley e dintorni.
C’hanno troppi soldi e blaterano disastri dalle loro ville miliardarie.
Ma che proprio Microsoft che è tra i promotori della Intelligenza Artificiale nel mondo ci faccia il predicozzo proprio non ci sta.
Infatti Microsoft ha impegnato già nel 2019 una somma di 1 miliardo di dollari nella società che gestisce ChatGPT cioè il più famoso programma di Intelligenza Artificiale e sta integrandolo in Bing, il motore di ricerca innovativo sempre di Microsoft.
Da anni la società di Redmond è fortemente impegnata nella Intelligenza Artificiale e Smith quando parla di “non rifare gli errori del passato” parla evidentemente per la sua azienda che rimase incredibilmente fuori dai social ed inizialmente anche da Internet perché Bill Gates non c’aveva capito niente.
Per Microsoft ora la I.A. è una formidabile occasione di rivalsa e che vuole sfruttare appieno.
ChatGPT è stato sviluppato da OpenAI che è finanziata direttamente dal miliardario Usa Elon Musk, l’inventore di Tesla anche lui con oltre un miliardo di dollari.
Naturalmente anche Google sta lavorando moltissimo sulla Intelligenza Artificiale con il suo programma “Bard” che è molto più semplice da usare e non richiede registrazioni.
Sta di fatto che anche Elon Musk ha messo in guardia dai pericoli della Intelligenza Artificiale e qui torniamo a quanto dicevamo prima.
I rischi della I.A. sono gli stessi di tutte le tecnologie: se capitano in mani sbagliate possono fare grandi danni ma non per questo va bloccato il loro studio e sviluppo.
Poi l’ente di controllo della I.A. dovrebbe essere super partes e statale e non in mano agli stessi attori privati che stanno sviluppando i prodotti.
Le Nazioni Unite, pur nella loro cronica inefficienza, si veda il caso dell’OMS per il Covid, sarebbero comunque il candidato ideale.
Il fatto che tutti i capi dell’Informatica Mondiale invece si lamentino dei pericoli fa supporre che stiano semplicemente cercando di fare marketing per il proprio prodotto ai danni di quello del concorrente con i governi che in genere non capiscono niente di queste cose che cercano di non farsi superare dagli eventi e di acquisire comunque visibilità dagli elettori.
Si tratta dei soliti “furbetti del chippino”.