Economia
Nomine: AgCom, Covip, Consob, Enac e Cnr.Entro agosto da assegnare 55 poltrone
Non solo Cdp, Fs, Rai. Entro il 31/8 bisogna nominare 55 membri dei vertici di 27 enti pubblici di riIevanza nazionale.Il pallino in mano a Giovannini e a Colao
Non solo Cdp, Ferrovie dello Stato, Anas e Rai. Tutte nomine che competono al potente Ministero dell’Economia di Daniele Franco. Entro fine agosto, l’esercizio del potere da parte dei ministri del governo Draghi dovrà misurarsi anche con le nomine di 55 componenti dei vertici di 27 enti pubblici di rilevanza nazionale, partita che vedrà in prima linea anche altri due grandi dicasteri a guida tecnica nella squadra dell’ex Bce. E cioè il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili e quello della Transizione ecologica.
La mappatura delle poltrone in scadenza è riassunta nell’analisi del Centro Studi Comar, che elenca gli enti oggetto delle nomine. Nel settore della tutela ambientale: Parchi nazionali, Comitato sicurezza operazioni in mare, Consorzio dell’Oglio, Ispra. In quello della mobilità: Autorità portuali, Enac. In quello della ricerca e formazione: Anvur, Cnr, Inapp, Infn, Invalsi.
Nella vigilanza dei mercati: Agcm, Consob, Covip, Ismea. Nei settori sportivi (Uits) e della cultura (Pompei). Alcune di queste nomine, ricorda il centro studi, sono già in itinere e prossime a completarsi (Autorità portuali, Consorzio dell’Oglio, Pompei). Altre, sono scadute da tempo (Anvur, Cnr, Comitato sicurezza operazioni in mare, Covip, Enac, Inapp, Infn, Ismea, Uits, Parchi).
In questi primi mesi del 2021, peraltro, già sono state effettuate alcune nomine relative al plenum o alla presidenza (Aci, Consorzio area scientifica di Trieste, Ente nazionale risi, Centro sperimentale di cinematografia, Istituto nazionale di ricerca metrologica). O, anche, alla nomina di alcuni componenti degli organi degli enti già menzionati e che, quindi, sono in attesa di completamento (Cnr).
Pallottoliere alla mano, facendo la conta delle nomine, otto spettano a Enrico Giovannini, sette a Vittorio Colao, tre alla ministra dell’Università Maria Cristina Messa, due al ministro del Lavoro Andrea Orlando e poi a scendere ai Ministeri Cultura, Difesa, Istruzione e Politiche agricole.