Economia
L'oro non si ferma più, i venti di guerra spingono i prezzi alle stelle: nuovo record
L'incertezza sui mercati sta spingendo sempre più investitori verso i beni rifugio

Guerra commerciale e dazi spingono l’oro oltre i 3.000 dollari
L’oro continua a infrangere record, spinto dai timori di una guerra commerciale e dalla ricerca di beni rifugio da parte degli investitori. Questa mattina il metallo prezioso ha registrato un nuovo massimo storico, scambiando a 3.084 dollari l’oncia, con un rialzo dello 0,9%. Le quotazioni si mantengono stabilmente sopra la soglia dei 3.000 dollari, un livello superato per la prima volta a metà marzo.
A pesare sul mercato è il timore di un’escalation della guerra commerciale, soprattutto dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di dazi del 25% sulle importazioni di automobili negli Stati UnitiMa non è solo la tensione geopolitica a spingere l’oro verso nuovi massimi: anche le Banche centrali stanno giocando un ruolo chiave nell’aumento della domanda.
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Infatti molti sono i Paesi che stanno diversificando le riserve riducendo la dipendenza dal dollaro e accumulando oro come garanzia di stabilità. Secondo il World Gold Council, nel corso dell’anno le Banche centrali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate d’oro, e attualmente, detengono circa un quinto delle riserve auree mondiali.