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Dazi e non solo, effetto Trump sui docenti universitari. "Andiamo in Canada, l'America è diventata fascista"

Tre importanti professori di Yale fuggono dal Paese, anche per dare un segnale

di Redazione Esteri

Effetto Trump, Università americane nel mirino: professori in fuga

L'amministrazione Trump negli Stati Uniti sta portando a un drastico cambio degli equilibri a livello mondiale, complici le posizioni prese dal presidente sui dazi e sulle guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ma adesso qualcosa comincia a muoversi anche sul fronte interno. Tre accademici, professori a Yale, annunciano la fuga dal Paese, andranno a insegnare in Canada. "Avevo un’offerta dall’Università di Toronto da un po' di tempo ma pensavo di rifiutare", dice a Il Corriere della Sera Jason Stanley, professore di Filosofia a Yale. "Poi ho visto come la Columbia University ha ceduto all’amministrazione Trump, accettando la falsa premessa che l’ateneo sia antisemita. E mi sono reso conto che tutte le università si piegheranno a questo attacco contro la libertà di espressione. Non posso stare a guardare mentre assecondano la loro stessa distruzione".

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Stanley, autore del saggio "Noi contro loro. Come funziona il Fascismo" (Solferino), è uno di tre importanti accademici che hanno annunciato la decisione di lasciare Yale per andare a Toronto: gli altri due sono gli storici Timothy Snyder (grande sostenitore dell’Ucraina) e Marci Shore, che sono sposati. Shore ha spiegato al Toronto Star che lei e il marito hanno preso questa decisione soprattutto per i loro figli di 14 e 12 anni: "La loro intera infanzia è stata colorata da una catastrofe storica globale: la prima amministrazione Trump, la pandemia, la brutale guerra russo-ucraina, la discesa dell’America nel fascismo".

Intanto giorno dopo giorno, - prosegue Il Corriere - gli atenei americani appaiono sui giornali. Penn University si è vista congelare milioni di fondi federali per aver permesso ad una donna transgender di competere nella squadra femminile di nuoto nel 2022. La Columbia, dopo il taglio di 400 milioni, aveva accettato la condizione di mettere sotto osservazione il dipartimento di studi sul Medio Oriente. La presidente Karina Armstrong ha detto in un incontro privato ai professori di non preoccuparsi, perché avrebbe cambiato il capo del dipartimento per compiacere Trump, ma niente sarebbe cambiato. Venerdì è stata costretta a dimettersi e la sua sostituta è già sotto attacco dei repubblicani. Effetto Trump, professori universitari in fuga.

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