Auto e Motori
AMFI espande la produzione: nuovi progetti oltre il Microlino elettrico
AMFI espande il proprio raggio d’azione oltre il Microlino: lo stabilimento italiano apre a terzi con soluzioni chiavi in mano per la micro-mobilità elettrica.

Dalla visione di un'auto urbana elettrica, leggera e rivoluzionaria come il Microlino, nasce una nuova fase per AMFI, la joint venture tra la svizzera Micro Mobility Systems e l’italiana CECOMP.
Dopo tre anni dedicati a perfezionare la produzione del quadriciclo elettrico, lo stabilimento di Torino apre ufficialmente a nuovi clienti. L’obiettivo? Diventare un punto di riferimento per la produzione conto terzi di veicoli elettrici a basso volume.
“Quando abbiamo iniziato il progetto Microlino, non trovavamo un partner produttivo adatto. Così, abbiamo creato la nostra fabbrica in Italia”, racconta Wim Ouboter, fondatore di Micro e presidente di AMFI. Oggi, quella che era una "micro fabbrica" diventa una piattaforma industriale aperta a terzi, pronta ad accogliere startup e produttori emergenti con progetti di veicoli elettrici.
Numeri in controtendenza per il Microlino
Dal 2022 ad oggi, AMFI ha prodotto migliaia di Microlino per il mercato europeo. E mentre il segmento delle citycar elettriche tradizionali (segmento A) è crollato del 50%, il Microlino ha visto una crescita del 10% nelle immatricolazioni tra il 2023 e il 2024. È il leader di mercato tra i quadricicli L7e in paesi come Germania, Svizzera, Francia e Belgio. Nonostante l’assenza di incentivi europei specifici per le microcar, il veicolo compatto e retro-futurista ha saputo ritagliarsi uno spazio concreto nella nuova mobilità urbana.
Una “mini Magna” per la nuova mobilità
Le incertezze sui dazi doganali hanno al momento messo in stand-by i piani di esportazione verso gli Stati Uniti. Questo ha liberato capacità produttiva, che ora AMFI vuole mettere a disposizione di terzi. “Per i volumi medio-bassi, la produzione conto terzi è la soluzione ideale. Il nostro obiettivo è diventare una ‘Mini Magna’ per veicoli tra le 500 e le 5000 unità l’anno”, spiega il direttore generale Michelangelo Liguori.
La proposta è chiara: fornire una piattaforma completa e flessibile, che va dalla progettazione all’ingegnerizzazione, dalla produzione alla gestione ricambi, fino a un ecosistema di fornitori consolidati, a partire da Cecomp, eccellenza piemontese nella realizzazione di scocche e componenti meccanici.
Una fabbrica attrezzata per il futuro
Lo stabilimento italiano è dotato di tutte le infrastrutture per una produzione automotive moderna: verniciatura personalizzata, test su banco a rulli, prove di tenuta all’acqua, tracciabilità informatica dei componenti. Tutto è stato pensato per garantire elevati standard qualitativi e, al tempo stesso, offrire flessibilità nei volumi e nei tempi.
A partire dal 31 marzo, riprenderà la produzione con la nuova versione Microlino My25, che porterà in dote nuove funzioni e servizi. Ma la vera novità è che accanto al Microlino nasceranno altri progetti.
CityTransformer è il primo cliente esterno
Il primo partner ufficiale è la startup israeliana CityTransformer, che sta sviluppando un veicolo in grado di modificare la propria larghezza per adattarsi al traffico urbano e ai parcheggi. Un’idea perfettamente in linea con la visione di AMFI: dare forma concreta a nuove soluzioni di mobilità urbana, in modo rapido, efficiente e sostenibile.
“Chiunque abbia un’idea concreta per un nuovo veicolo elettrico può rivolgersi a noi. Offriamo una soluzione chiavi in mano, dalla A alla Z”, conclude Liguori. In un momento in cui l’industria cerca risposte agili e soluzioni su misura, la piccola fabbrica torinese guarda al futuro con grandi ambizioni.