Politica
Anac, Agcom, Privacy, è risiko la spartizione politica dietro le nuove nomine
Risiko e spartizione politica nelle nomine per l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Agcom e Privacy
Risiko di nomine per l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Con il rientro di Raffaele Cantone in magistratura, annunciato il luglio scorso e previsto tra un paio di settimane – sta per finire al vaglio politico la nomina del prossimo presidente.
Come spiega il Fatto Quotidiano il 16 giugno s’è concluso il mandato di sette anni di Antonello Soro e colleghi al Garante per la Privacy, l’11 luglio è scaduto il mandato di Angelo Cardani e commissari in Agcom, l’Autorità per le comunicazioni. Un recente decreto ha prolungato la prudente ordinaria gestione di Privacy e Agcom al 31 dicembre. Adesso Privacy e Agcom sono in compagnia dell’Anticorruzione.
Il governo è convinto che sarà complicato scegliere con rapidità il successore per quanto riguarda l'Anac, perché il processo di nomina è assai ampio: il premier propone il capo (o un consigliere) di Anac al Quirinale di concerto con i ministeri di Funzione Pubblica, Gustizia e Interno, dopo l’approvazione dei due terzi delle commissioni affari istituzionali di Camera e Senato.
Come precisa Il Fatto Quotidiano nel frattempo assume la guida dell’Autorità il componente più anziano del collegio, cioè il professore Francesco Merloni, cattedra di diritto amministrativo all’Università di Perugia, tra i fautori di quel pacchetto di leggi per reprimere la corruzione che porta il nome di Paola Severino, ex ministro della Giustizia. Per rendere effettiva l’indicazione dell’Avvocatura, però, c’è bisogno di una norma. Il ministero per la Funzione Pubblica vuole infilare l’emendamento in un decreto legge del 21 settembre che transita in Parlamento per la conversione. Così l’Anac può funzionare, con quattro membri anzichè cinque, e raggiungere la meta di luglio 2020 in cui l’intero collegio compirà sei anni e decadrà lasciando alla politica l'assegnazione dei cinque posti all’Anac.
Per quanto riguarda Agcom e Privacy come sottolinea Il Fatto Quotidiano la situazione è in divenire. S’è aggiunta Italia Viva di Renzi, che può reclamare il vertice di un’Autorità o almeno un paio di seggiole, come gli alleati di Partito democratico e Cinque Stelle. In Parlamento ci sono in palio otto poltrone tra Camera e Senato, quattro ciascuno per Privacy e Agcom, più il presidente di Agcom che dovrà ottenere l’investitura del premier, del ministro dello Sviluppo Economico e sempre dei due terzi delle commissioni parlamentari competenti.