Politica

Carlo Calenda vuole fare il Primo Ministro?

Giuseppe Vatinno

Carlo Calenda punta a fare il premier?

Calenda di qua, Calenda di là, Calenda di su, Calenda di giù.

Ormai da qualche tempo, non c’è più possibilità di essere raggiunti dal faccione del Ministro dello Sviluppo che, vestiti gli abiti ieratici di Savonarola, bacchetta a destra e a manca, ma soprattutto bacchetta Matteo Renzi che lo volle ministro e tra i più importanti.

Ma cosa vuole veramente Carlo Calenda?

Intanto un dato salta subito in evidenza: non è stato candidato.

E quindi, la dietrologia sempre moralmente errata ma pragmaticamente molto utile ci dice che vuole altro e cioè minimo rifare il ministro e massimo fare il presidente del Consiglio.

Vediamo perché l’opzione massimale non è niente affatto peregrina.

I suoi strali sono contro Renzi, ma anche contro Salvini e chi gli capita a tiro, come una specie di Orlando furioso che brandisce lo spadone etico per menare gran fendenti di moralità.

Gli unici che non ha manganellato sono stati i radicali di Emma Bonino (e la minoranza Pd) e anzi, due giorni fa, sono stati anche laudati ad un convegno pubblico. Dunque Calenda può essersi fatto il seguente ragionamento: dopo il 4 marzo sarà tutto fermo con tre poli sostanzialmente in equilibrio che si tengono a bada l’uno con l’altro e se c’è una Grande Coalizione io ci sono e possono scegliere me.

A questo punto il presidente Mattarella ha una sola possibilità per sbloccare lo stallo: fare un governo tecnico -ipotesi, tra l’altro, di Massimo D’Alema-guidato da un Primo ministro anch’esso tecnico, ma di esperienza e di simpatie europeiste che servono a rassicurare i mercati pronti all’arma dello spread.

Quindi, dice Calenda a sé stesso, non mi conviene schierarmi apertamente con un partito candidandomi oppure facendone parte, rimango “laico” e tecnico che magari il posto ambito da tutti me lo pappo io.