Politica
Draghi, niente Quirinale: sarà il successore della Merkel

Se negli anni ’70 mi avessero detto che nel 2021 avrei rimpianto Andreotti, probabilmente mi sarei, minimo, messo a ridere. Eppure eccoci qui. Sono passati quasi 50 anni, eppure ci troviamo a parlare di politica, senza avere dei politici che ci governano.
Nel 1977 John Kenneth Galbraith scrive un libro, che ancora oggi sembrerebbe attualissimo, soprattutto per la nostra realtà: L’età dell’incertezza. Questo in una epoca in cui sembrava che tutti avevano certezze. Ma forse una certezza, in questi ultimi anni, c’era: prima o poi Draghi sarebbe diventato Presidente del Consiglio. Non sapevamo perché. Non sapevamo quando. Ma sapevamo che sarebbe successo. Non c’era una logica. Eppure dentro di noi, tutti lo sapevamo. Già il solo pronunciare questo nome, ci faceva stare bene. Confidavamo che questa eccellenza italiana, come l’olio di oliva e parmigiano reggiano, ci avrebbe “salvato”. In fondo abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci salvi.
Più o meno da duemila anni che ne abbiamo bisogno. Nel frattempo in cui discutevamo se era il caso o no che scendesse in campo, lo ha fatto. È arrivato o lo hanno fatto arrivare? E qui comincia la prima domanda a cui necessariamente si lega la seconda: se lo hanno fatto arrivare, perché proprio adesso? Perché abbiamo aspettato tutto questo tempo? Il 2021 sarà un anno particolare.
Primo perché non essendo bisestile, non ci sono scusanti per qualsiasi cosa dovesse succedere. Secondo perché succederà una cosa che forse abbiamo solo immaginato e mai abbiamo pensato potesse succedere: dopo 16 anni (ebbene si 16 anni) la Signora Angela Merkel, lascerà il suo incarico e la politica. Una come lei non vive in mezzo. O è protagonista o esce di scena. Come faceva pulcinella nelle commedie di Goldoni: saluta il pubblico, gira le spalle ed torna dietro le quinte, senza aspettarsi nessun applauso. Questo è il destino dei grandi personaggi.