Politica

Fitto esclude l’uso dei fondi di coesione per l’acquisto delle armi

Il vice commissario esecutivo della Ue ha ribadito che la Commissione esclude l’utilizzo dei fondi di coesione per l'acquisto diretto di armi

di Vincenzo Caccioppoli

Fitto esclude l’uso dei fondi di coesione per l’acquisto delle armi 

Raffaele Fitto, vice commissario esecutivo della Ue, intervenendo oggi al comitato europeo delle Regioni, riunitosi a Bruxelles, ha voluto ribadire che la commissione europea esclude l’utilizzo dei fondi di coesione per l'acquisto diretto di armi. Con i fondi della coesione non sarà possibile acquistare armi. Diamo la possibilità di investire nelle aziende della difesa agli Stati membri e alle regioni che vogliono investire in questi settori, sempre su base volontaria, ma creiamo anche convergenza territoriale, promuovendo nuovi posti di lavoro e aumentando la competitività dell'Ue".

Con questa dichiarazione Fitto ha voluto smorzare le polemiche sorte in Italia sulla eventualità che i fondi di coesione potessero essere dirottati sull’acquisto di armi. Si tratta di una puntualizzazione che ricalca quella che è sempre stata la posizione anche del governo italiano, che ha escluso da principio la possibilità di dirottare i soldi della coesione verso la spesa militare. Altro discorso sarebbe quello di dirottare i soldi su spese che in qualche modo siano inerenti alla difesa come la cybersecurity o la realizzazione di opere energetiche  infrastrutturali, che sarebbero da considerarsi come investimenti per lo sviluppo economico e non semplicemente una corsa al riarmo. Questa scelta ovviamente ha ribadito Fitto sarà su base volontaria, nel senso che ogni singolo base deciderà o meno quale possa essere la destinazione dei propri fondi.  

Il vicepresidente esecutivo ha poi voluto nuovamente illustrare quella che è la proposta per una nuova politica della coesione, che sarà incentrata su cinque nuovi pilastri: “La prima e’ la competitività’. Offriamo la possibilità di maggiori investimenti in tecnologie strategiche. La seconda e’ la difesa. Proponiamo che gli stati membri e le regioni possano utilizzare i fondi di coesione per supportare determinate azioni di difesa. Ad esempio, questo può includere il supporto alle aziende nel settore della difesa o la protezione delle infrastrutture critiche. Ci sono inoltre iniziative specifiche per le regioni di confine orientali, che affrontano la doppia sfida di aumentare la sicurezza e rilanciare le economie.

L’altra priorita’ sono gli alloggi a prezzi accessibili. Puntiamo ad affrontare il divario di investimenti negli alloggi e il raddoppio del finanziamento della politica di coesione per gli alloggi a prezzi accessibili”. Fitto, poi, invita a considerare la possibilità di investire in questi nuovi capitoli di spesa, attraverso un diverso uso dei fondi di coesione, con proposte di modifica da presentare quanto prima. La Commissione, ha assicurato Fitto, si impegna ad approvarli “entro fine anno”, così da renderli operativi “nel 2026”. Alla riunione delle regioni ovviamente ovviamente si è parlato anche di dazi, dopo l’annuncio di Trump che ha deciso di imporre dal 9 aprile il 20% su tutti i prodotti europei che entrano negli Stati Uniti.  "Sembra che il mondo stia passando da un sistema di ordine al caos, come dimostra ciò che è accaduto ieri sera“, è stata l’analisi della presidente del Comitato europeo delle regioni (Cor), Kata Tutto, la mattina dopo le mosse della Casa Bianca.

I dazi Usa irrompono nella sessione plenaria dei rappresentanti degli enti locali di tutta Europa, dove si cerca di mantenere la calma e soprattutto la forza delle proprie convinzioni: “La cooperazione vince sempre nel lungo periodo“, ha sottolineato Tutto, in un chiaro invito a prendere le distanza dall’America di Trump. In questa ottica, sempre secondo la presidente, la politica di coesione e i fondi strutturali europei che la finanziano andrebbero ripensate. La Commissione , come ha ribadito Fitto, l’ha già fatto, attraverso una revisione degli obiettivi che possa rispondere alle sfide tutte nuove a cui il mondo sta andando incontro.