Politica
Giorgetti ha sbroccato in una intervista: cosa c'è veramente dietro?

Giorgetti perde il controllo con Conte. Forse gli voleva soffiare il posto?
Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista a Palazzo Chigi, è il vero motore pensante della Lega.
È da lui che parte la strategia e vengono diramati gli input politici. È lui la mente occulta e la centralina di comando di un partito che non ha altra intelligenza politica.
Amico di Draghi -Maroni si meravigliò che gli desse del “tu” - e Monti e con ottimi rapporti con Prodi tramite il cugino banchiere Ponzellini, Giorgetti è l’uomo che tiene i rapporti con gli Usa e in generale con le potenze estere. Nella vicenda Siri è stato tirato in mezzo per l’assunzione del figlio di Arata al suo Dipartimento.
Giorgetti è il cattolico che va a messa ogni mattina (come Andreotti) officiata dal suo amico Monsignor Liberio Andreatta.
In tempi di rosari e crocefissi ostentati senza permesso d’Oltretevere sono relazioni che possono far comodo.
Ed il fatto che ieri l’eminenza grigia, il Richelieu nordista, abbia sbottato e sbroccato contro i Cinque Stelle, contro Di Maio e soprattutto contro il premier Conte e segno di un nervosissimo stellare del Carroccio. Se sbrocca anche Giorgetti vuol dire che sono alla frutta, questo il messaggio che è passato. E per fare sbroccare uno come Giorgetti, “democristiano dentro”, vuol dire che il livello di confusione ormai ha superato ogni argine e che la Lega barcolla sotto i colpi concentrici di magistratura, Cinque Stelle, Pd e financo il Papa, come un pugile suonato intorno al ring.
Dopo aver pensato di vincere il match, questa la dura realtà di Salvini che si è ritrovato tutti contro.
Tutto è cominciato con un inaudito attacco di Giorgetti al premier Conte accusato di non essere più “super partes”; un’accusa gravissima -peraltro non supportata dallo stesso Salvini- che va a minare la stabilità stessa del governo visto che proviene da chi al premier è molto vicino istituzionalmente.
Inoltre, il leghista ha portato un duro attacco contro il suo stesso governo dicendo che “è fermo da 20 giorni”, ma la domanda è: lui è un autorevole membro dello stesso governo che attacca. Come mai?
Qualcuno dice che i suoi raffinati piani strategici stiano andando a gambe all’aria e questo abbia prodotto l’inusitata reazione del solitamente compassato Giorgetti che ha dato in escandescenze nell’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa e che ha provocato un mezzo terremoto politico.
Tra le supposizioni è quella che i piani dell’esponente leghista ci fosse un corridoio per arrivare al premierato, cioè per soffiare il posto allo stesso Conte. Qualcuno spiega così il “fuoco amico” di ieri, oltretutto prima di un delicatissimo e tesissimo Consiglio dei ministri terminato dopo mezzanotte.
Se il governo giallo - verde dovesse cadere potrebbe far valere antichi rapporti, come quello con l’ex Presidente Giorgio Napolitano che lo mise addirittura in un collegio di “saggi”.
E qualche plausibilità il ragionamento lo potrebbe avere qualora la Lega andasse molto bene alle Europee. Proprio però la tempesta che si è abbattuta sui “verdi” padani negli ultimi tre mesi sta facendo naufragare il piano. Un po’ perché il consenso degli ultimi sondaggi pubblicabili non era quello dei tempi d’oro un po’ perché obiettivamente ogni giorno un fulmine devastante pare scagliarsi sulla Lega.
In alternativa, si può anche suppore una uscita prestigiosa di Giorgetti verso un posto da Commissario europeo, ipotesi che farebbe forse piacere a molti, non solo a chi lo avversa, ma anche nel suo stesso partito.
Fantapolitica? Semplice irritazione per gli attacchi grillini? Perdita di controllo personale dovuto allo stress della politica? Chissà. Il fatto è che un Giorgetti che perde il controllo in modo così plateale non si era mai visto.