Politica
25 aprile, manifesti choc a Napoli: Meloni e La Russa a testa in giù

Sui cartelli affissi a Napoli dai centri sociali sono stati ritratti anche Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi. Insulti choc pure alla figlia della premier
I manifesti sono stati affissi dagli attivisti del collettivo napoletano dei centri sociali Je sò pazzo-ex Opg, prima di andare in corteo per la città. L'ennesima violenza e provocazione ai danni del governo, proprio nel giorno in cui si chiede un sentimento unitario. "Napoli ripudia questo governo, il governo dell'odio, e lo ribadiamo a gran voce in occasione del 25 Aprile, giornata in cui ricordiamo il sacrificio dei partigiani, di centinaia di migliaia di donne e uomini che si organizzano, coraggiosamente, per liberare questo Paese dal nazifascismo", così si legge nella rivendicazione social del collettivo. La Digos di Napoli, coordinata dal primo dirigente Antonio Bocelli, ha ora avviato le indagini per individuare i responsabili dell'affissione delle foto a testa in giù.
Le minacce, però, non si sono fermate nei cortei, ma sono fioccate anche e soprattutto sui social. Nel mirino persino la figlia della presidente del Consiglio, Ginevra. In riferimento alla piccola, si legge: "Per la figlia collegio Luigi XVII". Ricordando così che il figlio di Luigi XVI e di Maria Antonietta, ghigliottinati dai rivoluzionari in Francia, venne murato vivo dai rivoluzionari in una cella prigione del Tempio di Parigi e condotto così alla morte. "A testa in giù sei bella pure tu", si legge in un altro commento sotto il post della premier per il 25 aprile su Instagram. E ancora "fasci appesi", "fascista infame, per te solo lame". Oppure: "Nevi tesi e fasci appesi".